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La signorina Else al Teatro Pistoia Festival

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Le Stanze (via Curtatone e Montanara 16), Pistoia

da lunedì 18 a sabato 30 giugno, ore 21.30

(riposo: domenica 24)

LA SIGNORINA ELSE

di Arthur Schnitzler

traduzione Sandro Lombardi

drammaturgia Sandro Lombardi, Fabrizio Sinisi e Federico Tiezzi

regia Federico Tiezzi

con Lucrezia Guidone e Martino D'Amico

Dagmar Bathmann violoncello, Omar Cecchi pianoforte e percussioni, Iacopo Carosella clarinetti

scena Gregorio Zurla - costumi Giovanna Buzzi - luci Gianni Pollini

movimenti coreografici Giorgio Rossi

Compagnia Lombardi-Tiezzi / Associazione Teatrale Pistoiese Centro di Produzione Teatrale

(capienza limitata)

Dopo il grande successo di pubblico e critica dello scorso anno (quando debuttò al Teatrino Anatomico dell'Antico Spedale del Ceppo), La Signorina Else di Schnitzler, per la regia di Federico Tiezzi, torna nel Pistoia Teatro Festival dal 18 al 30 giugno nel 'neoclassico' spazio de Le Stanze, prima di affrontare una prestigiosa tournée nazionale (Via Curtatone e Montanara, 16 - ore 21,30, capienza limitata; domenica 24, riposo).

Con lo spettacolo, coprodotto da Compagnia Lombardi-Tiezzi e Associazione Teatrale Pistoiese, prosegue la ricognizione di Federico Tiezzi sul grande scrittore austriaco, tra i principali cantori della decadenza e del crollo dell’Impero Austro-Ungarico. Nel ruolo di Else, un’attrice di straordinaria intensità, Lucrezia Guidone, scoperta da Luca Ronconi e già diretta da Tiezzi in Calderón e in Antigone; con leiMartino D’Amicoche dà mirabilmente voce e corpo al mellifluo personaggio del Signor Dorsday, sponda dialettica del conflitto principale illustrato nel testo. L'accompagnamento musicale è affidato a Dagmar Bathmann (violoncello), Omar Cecchi (pianoforte e percussioni), Iacopo Carosella(clarinetti). Gregorio Zurla firma la scena, i costumi sono di Giovanna Buzzi, le luci di Gianni Pollini, i movimenti coreografici di Giorgio Rossi. La traduzione, a cura di Sandro Lombardi (autore della drammaturgia assieme a Fabrizio Sinisi e Federico Tiezzi), tende a evidenziare l’uso di una lingua desintattizzata, in Schnitzler ancora in nuce, che troverà la sua massima espressione in un altro grande drammaturgo viennese, Thomas Bernhard, non a caso anch’esso molto frequentato da Tiezzi e Lombardi.

Collega e corrispondente epistolare di Freud, Schnitzler scrisse questo mirabile testo nel 1924, svolgendo sul piano artistico un’analoga funzione a quella del grande medico viennese sul piano psicologico: una sorta di scoperchiamento di un vero e proprio vaso di Pandora che fino allora aveva tenuto nascoste le pulsioni ‘innominabili’ di un’intera società. Interamente incentrato sul battito tumultuante dei pensieri che si affollano e scontrano nella mente di Else, l’adolescente ‘altera’, vivida e appassionata, su cui incombe una catastrofe familiare, grazie all’uso magistrale della tecnica del monologo interiore – un flusso di coscienza che permette al lettore di seguire lo snodarsi delle emozioni attimo per attimo e che tanta fortuna avrà in seguito presso i massimi esponenti della letteratura europea, da Joyce a Beckett) – i pensieri e le contraddizioni dei personaggi e della società in cui si muovono vengono alla luce con straordinaria potenza. La tragedia di Else,costretta a mostrarsi nuda per ottenere il denaro che serve a evitare l’arresto del padre, è la tragedia stessa della borghesia austriaca dopo la prima guerra mondiale: lo sgretolamento dell’Impero Asburgico che porta con sé lo sfacelo definitivo dell’Austria Felix e alla crisi di tutti i suoi valori, a partire da quello della famiglia borghese.

Prevendita (anche serale) direttamente alla Biglietteria del Teatro Manzoni 0573 919609 – 27112.

Hanno scritto dello spettacolo....

"...Lucrezia Guidone è bravissima nel passare dai toni mondani ad una rabbia sorda, cattiva, quale solo chi ha ormai chiuso i propri conti con la vita può forse provare. Martino D’Amico incarna con toni melliflui - e indossando a tratti un’allusiva maschera da coccodrillo - l’aspirante voyeur a pagamento. Quanto a Tiezzi, è il suo momento d’oro, non c’è altro da dire."

Renato Palazzi (Il Sole 24 ore, 2 luglio 2017)


"...Nel lavoro di Lombardi-Tiezzi che apre il Pistoia Teatro Festival, interviene il volto arrovellato e oscillatorio di Lucrezia Guidone, impavida nel suo delirio di coscienza quando il ricco interlocutore, un ben razionale e solitario Martino D’Amico, le accenna che acconsente ad una condizione, vederla nuda per un quarto d’ora. Tiezzi ricorre con acutezza a simbolismi zoomorfici, a miniature, a tappeti di garofani, alla sonorità di uno spazio con violoncello, pianoforte, percussioni e clarinetto (…)"

Rodolfo Di Giammarco (la Repubblica, 18 giugno 2017)


"... Come in una visione di qua e di là della morte, Federico Tiezzi ce ne ha dato una visione fremente e destabilizzante, in una ambientazione che punge nel ricordo quanto la tragedia della protagonista. (…) Lo spettacolo è anche una straordinaria prova d’attrice, Lucrezia Guidone percorre instancabile le scale di una partitura che non risparmia nessun tono e nessun dubbio, nessuna illusione e nessuno scandalo per la vicenda che Else si trova a vivere. A fianco a lei, la “razionalità” capitalistica del borghese Dorsday non può limitarsi che a farle sponda e muro, con il coinvolgimento misuratissimo di Martino D’Amico."

Gianfranco Capitta (il Manifesto, 8 luglio 2017)

Pistoia TEATRO Festival è promosso da Associazione Teatrale Pistoiese Centro di Produzione Teatrale, con Comune di Pistoia, Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, Regione Toscana, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Fondazione Toscana Spettacolo onlus, Associazione Blues In e con il sostegno di Unicoop Firenze.

 

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