Sensualità vs. razionalità: La gatta sul tetto che scotta

Sabato 24 Gennaio 2015 16:55 Giusi Giovinazzo
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Il Palinsesto invernale del teatro della Pergola di Firenze pullula di spettacoli interessanti, tra cui la prima nazionale della Gatta sul tetto che scotta, in scena fino a Domenica 25 Gennaio. La firma della regia è di Arturo Cirillo. La drammaturgia teatrale è una riproduzione dell'opera omonima dell'americano Tennessee Williams, ed è portata avanti con magistrale andamento da una bellissima Vittoria Puccini e un contorno di attori perfettamente credibili nei loro ruoli formali di una famigliola americana degli anni Cinquanta. Lo spettacolo è un atto unico di un'ora e quarantacinque minuti in cui lo spettatore è completamente trascinato all'interno delle dinamiche relazionali di due coniugi separati dall'abisso dell'alcolismo del marito, distratto e insensibile rispetto alla sensualità di sua moglie, figura passionale che soffre la distanza sessuale del marito. L'alcolismo è stato un fenomeno che si è diffuso, storicamente, a livelli esponenziali, proprio a cavallo della seconda rivoluzione industriale europea, sintomo di un disagio che l'afflusso di capitali non riesce a risolvere. La spontaneità di Maggie la gatta è un graffiante ronzare contro le apparenze che la società le impone attraverso le voci della famiglia, è una provocazione al perbenismo costruito di un quartetto familiare attento a non stonare i canoni di adeguatezza di un'etica della sobrietà. L'andamento sinuoso di Vittoria Puccini non può convivere con i Robinson Crusoe che, attenti alla reputazione e al galateo, non possono stropicciarsi in pose poco puritane.

La rappresentazione teatrale è l'esibizione dell'odore “asfissiante e velenoso” dell' ipocrisia che regola una società figlia del boom economico e dei suoi tabù; è l'illustrazione di pareti color pastello e di una camera da letto in cui vigono invece la contraddizione e le tonalità assordanti di chi ha perso con la professione qualsiasi vocazione. L'individuo abita una pericolosa isola di bon ton e silenzi imposti, in cui la donna appare come una forza sovvertiva, mèntore del profilo più sincero che siamo capaci di assumere, frutto della spontaneità e non delle convenzioni sociali. La donna non esiste solo per procreare, ma per addolcire di calore umano una gabbia d'acciaio in cui l'era meccanica degli uomini al potere ha messo a punto. La sensualità, l'istinto, l'ascolto, la sincerità sono valori che tendono ad eccedere quel muro di razionalità al di là del quale gli uomini non si riconoscono più in una vita che vogliono vivere. È una società in ascesa, dedita all'arricchimento, all'avidità, alla faziosità, in cui la famiglia come valore di come lascia gradualmente il posto a una sitecom americana. Una disperata verità di cui si alimenta il compromesso della vita, intriso di controversie enfatizzate perchè addomesticate, ignorate.

La scena conclusiva dello spettacolo mantiene le distanze tra marito e moglie, in un pentagramma di silenzi in cui solamente sembra potersi reitarare lo schema del patriarcato che la donna gatta Maggie, in ascolto con la sua parte istintuale, sembra invece capace di smontare.

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 30 Settembre 2015 09:59 )