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Recensione de "L'Università del crimine" di Petros Markaris

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“ L’UNIVERSITA’ DEL CRIMINE” Edizioni La Nave di Teseo

Ecco l’undicesimo appuntamento con Petros Markaris ed commissario Charitos.

Con la lettura delle pagine de “ L’Università del crimine” il viaggio attraverso la Grecia si approfondisce rispetto ai precedenti. Accompagnati rigorosamente dalla SEAT di cui Charitos va fiero, ci addentriamo attraverso un “tutto città” nell’Atene dei suoi quartieri popolari con le sue viuzze, con i suoi ingorghi ed imbottigliamenti; ma ci addentriamo anche, grazie ad un inesistente, ma del tutto reale, Artusi, alla Grecia culinaria, tra una pitta con i porri e lo stufato, che la sempre presente moglie Adriana delizia i palati di coloro i quali hanno la fortuna di trovarsi a degustare quanto di buono viene offerto, doti culinarie acquisite dalla tradizione familiare e non certo dai libri (“… la disciplina della povertà..)

Se nelle inchieste precedenti ci siamo trovati di fronte ad una Grecia che faceva i conti con la crisi e con gli effetti collaterali da essa prodotti; in questo caso ci troviamo ad avere a che fare con un paese che, sì è in ripresa e come si dice “sta uscendo dalla crisi” ma deve fare i conti con i lasciti che quella crisi ha invece lasciato sul terreno.

Charitos rientra dalle ferie trascorse all’Epiro e si trova promosso a vicedirettore della centrale visto che il direttore lascia l’incarico la pensione lo aspetta. Età pensionabile che di fatto sarà uno tra gli elementi su cui ruota questa nuova indagine.

Charitos che per le sue qualità e capacità investigative è soprannominato “ la formica” in quanto sempre a cercare ed a scavare dappertutto.

Ma cosa accade che fa sì che “la formica” sia obbligata ad intervenire? Il ministro per la riforma dell’amministrazione viene trovato esanime, ma non sarà solo altri due lo seguiranno . Una cosa accomuna i tre deceduti, sono docenti universitari che divengono politici “artificiali”, in Italia i “tecnici”. Afflitti dal virus della politica , si sono tenuti ben stretto il proprio incarico universitario in modo tale da rinserirsi di nuovo quando il mandato politico avrà fine. Un andata e ritorno, il famoso “distacco”, che non piace affatto, considerato tradimento ed in quanto tale crea malumori sempre crescenti, determinati anche dal livello di malcostume in cui versa l’università afflitta da un livello clientelare sempre più radicato. Altro elemento che accomuna i tre defunti e che emergerà in seguito è la voracità professionale , l’ambizione incontenibile, l’interesse per la visibilità

Un paese, la Grecia, che ha avuto a che fare con proteste anche radicale nelle sue forme e che quindi pone l’indagine a tenere in considerazione alcuni elementi che portano verso la pista dell’attentato, dalla rivendicazione, di solito usata in casi simili, alla presenza di una donna; anche se altri elementi portano invece ad escluderlo, nella rivendicazione è assente un contenuto ideologico che invece ne è l’elemento base e l’arma usata che non rientra tra quelle usate da gruppi radicali.

Per cui l’antiterrorismo e la squadra omicidi devono districarsi nel capire quale è il confine tra una banda criminale ed un’organizzazione terroristica e se quest’ultima è un organismo collettivo oppure ci troviamo ad avere a che con il cosiddetto “lupo solitario” con cui nessuno si sentire al sicuro.

Non poteva mancare, nel momento in cui si sviluppa un’analisi del fenomeno del terrorismo, un incursione su quanto avvenne in Italia negli anni ’70. Da ” Lotta Continua” e la valutazione che di quella organizzazione e di quegli anni, hanno la polizia e gli investigatori, un accenno importante è il riferimento all’arresto e la condanna di Sofri; al collaboratore spontaneo che chiarisce il senso di cosa sia una base ideologica.

Abbiamo visto che, come dicevamo, la crisi ha lasciato i suoi effetti. Riscontrabili non solo nello stato in cui versa l’università ma anche nella descrizione della casa d’accoglienza che diviene riferimento delle relazioni sociali, ma la questione principale che viene impersonificata da tre donne, e su cui si dipana la trama, è la riforma del sistema pensionistico. Donne che in Grecia, prima della crisi economica potevano lasciare il lavoro a 50 anni, ed ora….. Pensionati investigatori in Italia con Malvaldi, pensionate protagoniste di quest’ultima indagine di Charitos con principi che le conducono al baratro e che la crisi ha messo in ginocchio con un domani sempre più incerto e quindi “L’università del crimine” può considerarsi a tutti gli effetti un noir a sfondo sociale visto l’intrecciarsi del “giallo” con lo scenario sociale in cui si svolge.

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