La camera approva la proposta di legge che abolisce l’obbligo del cognome paterno per i figli e introduce la libertà di scelta per i genitori.

Il 24 settembre 2014 la camera dei deputati ha approvato la legge con 239 voti a favore, 92 contrari e 69 astenuti. Il voto è avvenuto a scrutinio segreto richiesto da Forza Italia, Nuovo centrodestra, Fratelli d’Italia e Gal. Successivamente il disegno di legge passerà al senato. La proposta di legge adegua l’ordinamento italiano a quello degli altri paesi europei come stabilito dalla sentenza della corte europea dei diritti dell’uomo del 7 gennaio del 2014.
In quella data infatti la corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo aveva condannato l’Italia perché non permette ai genitori di registrare i figli all’anagrafe con il solo cognome della madre. Nella sentenza i giudici affermavano che l’Italia deve “adottare riforme” legislative per rimediare alla violazione.
Ecco cosa prevede la legge : i figli potranno avere il cognome del padre o della madre o quello di entrambi i genitori. I genitori avranno la facoltà di scegliere. Se però non trovano un accordo, il figlio avrà il cognome di entrambi in ordine alfabetico. Questa regola si applica anche ai figli nati fuori del matrimonio e riconosciuti dai due genitori e anche in caso di riconoscimento tardivo da parte di uno dei genitori.
Anche per i figli adottati varrà la stessa regola.
Va’ specificato però che le nuove norme non entreranno subito in vigore. Il governo dovrà adottare entro un anno dall’approvazione della legge un regolamento che adeguerà l’ordinamento dello stato civile. In attesa del regolamento, sarà però possibile aggiungere il cognome materno a quello paterno, se i genitori sono d’accordo.
Isabella Pugliese/ tirocinante dell'Università degli Studi di Firenze presso DEApress
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