“Sarà chi rimane
Io seguirò questo migrare
Seguirò
Questa corrente di ali”
(Dal brano “Khorakhanè)
Fabrizio De André è stato autore di innumerevoli testi di grande contenuto rappresentando sempre figure di alta rilevanza sociale e anche psicologica dove ha più volte descritto una collettività ancora testimone di innumerevoli disuguaglianze. In Khorakhané, Fabrizio De André, canta insieme a sua moglie Dori Ghezzi che la reinterpretava in lingua rom,(nella narrazione in studio mentre dal vivo era accompagnato dalla figlia Luvi) raccontano il disagio di una tribù zingara dove la parola stessa indica essere "girovaghi", avventurieri e caminanti.
L’Autore nella sua descrizione racconta della assenza, da parte dei rom di una stabilità durante la propria esistenza; una condizione libera come per certi versi è quella dei rom, e da sempre condivisa da Faber (soprannome dato dal suo grande amico Paolo Villaggio per l’affezione di Fabrizio alle matite colorate Faber-Castelli) per il suo spirito che può ravvicinarsi a quello dei Nativi d’America cantato in un altro brano di grande successo “Coda di lupo”. Un brano che narra il disagio e le disavventure di un popolo guerriero, combattivo e estremamente orgoglioso dei suoi valori.
Grandi successi che hanno dato a Fabrizio De André una notorietà sempre maggiore nel tempo fino a non esaurire mai il suo mito. Un vastissimo repertorio ancora attuale nella musica moderna; una musica che accompagnerà ancora per moltissimo tempo testi di grande valore e significato.
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