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NEVICA: il terzo capitolo della trilogia

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NEVICA
"TENGO"

NEVICA COVER

"Il nostro suono" - Official HD

Secondo capitolo della Trilogia dell'Anima ideato e composto da NEVICA ovvero Gianluca Lo Presti che in questi ultimi anni si è fatto conoscere anche come producer nel suo Lotostudio 2.0. Il suo moniker come la sua scrittura ha subito diverse trasformazioni fino ad arrivare a questo semplice NEVICA che oggi si fa protagonista di un concept sviluppato su 3 lavori... una trilogia che oggi è al secondo capitolo con la pubblicazione di "Tengo", sempre frutto del grande sodalizio con AREA51 Records. Sono 8 inediti che come sempre poggiano su un equilibrio stabilissimo e strutturato di elettronica sul quale poi troviamo le chitarre "disturbate" di Giuseppe Lo Bue (Caron Dimonio) ed un piccolo combo di archi - Francesco Cellini al violoncello e Manuela Trombini alla viola e al violino. "Tengo" è un disco che punta ancora l'attenzione alla letteratura di Murakami ma non solo, anche alla società spinta verso un'autodistruzione o comunque, come sempre ormai, all'eterna lotta per un equilibrio ed una riconoscenza intima e personale. Un disco che spazia tra trame più pop fino a momenti di psichedelia e di acidità... certamente lasciandosi però abbastanza distanze da quello "Sputnik", primo capitolo della trilogia immerso in visioni assolutamente lisergiche, come si evince anche dal sapore urban del singolo "Il nostro suono" di cui c'è il VIDEO ufficiale in rete.

In "Tengo" anche l'ispirazione e l'omaggio concettuale e letterario allo psicologo e musicoterapeuta Mauro Savoldelli. Insomma, c'è tanto dentro un semplice disco che è tutt'altro che ferma programmazione di estetiche digitali. Anch'esso rappresenta una via per l'equilibrio...

La “Trilogia dell’Anima”. Cosa significa e dove ti sta portando?
L'idea nacque quando usci Sputnik il disco precedente. Stavo vivendo un importante cambiamento interiore e sentivo l'importanza di raccontarlo attraverso la musica. Pensai subito che un unico album non sarebbe bastato tante erano le sfumature da descrivere da qui l'idea di una trilogia come se fosse un unico concept diviso in tre dischi di cui “Tengo” è il secondo capitolo.

Ho come l’impressione che dalle derive più intime e psichedeliche si arrivi a forme più canoniche, quasi pop… mi sbaglio?
In realtà credo si tratti dell'album più antipop che abbia mai scritto.Ci possono forse essere dei richiami in alcuni brani dalla struttura classica (Due Lucertole) ma da tempo sto cercando di destrutturare il formato canzone per avvicinarmi più ad altri tipi di forme compositive, la suite ad esempio fatta di parti diverse senza che per forza debbano ripetersi vedi brani come “Aomame” o “Tina e Swarai”. È interessante vedere come ad un certo punto il brano imploda,cada su se stesso per dare vita ad una nuova parte musicale che spunta dal nulla ma che fa comunque parte della stessa composizione.

Senti che NEVICA avrà altre trasformazioni? Penso che dietro al nome ci sia un’attitudine di suono e di genere…
La città, i quartieri di periferia, la notte ma anche l’uomo e le sue dimensioni. Un filo lega a se tutto questo. Che suono ha tutto questo secondo te?
Grazie per questa bellissima domanda, mi fa piacere che dietro a questo progetto si noti un'attitudine unica, un carattere, uno stile preciso.È frutto di un lungo lavoro introspettivo prima che musicale.La musica aiuta ad avvicinarci alla parte più vera e profonda di noi, la nostra anima e in questo processo non sempre facile si cresce molto.
La periferia metropolitana e la notte rappresentano per me il senso di alienazione in cui viviamo oggi, una sorta di medioevo spirituale dove l'uomo ha purtroppo perso il contatto con la propria anima appunto. Mi piace descrivere questo scenario con atmosfere musicali cupe ed oscure che si rifanno alla new wave, al dark e al noise generi che mi sento molto congeniali.

La deriva culturale di oggi… il proprio io, le sue tante maschere e le sue misteriose verità. Un punto di arrivo sarebbe arrivare a conoscerle e quindi a mettersi a nudo o si può vivere mettendo maschere e pensando a quale vestito migliore indossare per una data circostanza?
Viviamo tutti usando maschere sociali e di ruolo questo è talmente radicato in noi che non ce ne accorgiamo. I ruoli servono per catalogare e semplificare la realtà nella superficie, ma ci sono altri strati nascosti che sono più importanti che rappresentano il nostro universo personale unico che ci distingue dagli altri. Dove non c’è finzione più verità c'è la vera essenza della vita. Ogni essere umano è un micro universo a se stante in cui fluttuano tante sub-personalità (diciamo appunto i nostri ruoli sociali) ma tutte devono essere in relazione armonica tra di loro altrimenti si crea un conflitto che porta sofferenza. Le maschere come dice Scardovelli, sono spesso una soluzione di ripiego per mediare con questo conflitto.

A chiudere: qualche indiscrezione sul terzo ed ultimo capitolo della trilogia?
Ancora non ci sto pensando perché dedicherò tutto il 2019 a promuovere Tengo e spero di fare più concerti possibile. Come è nelle mie corde quando sentirò che le energie propositive di questo disco saranno terminate, allora mi fermerò e mi prenderò una lunga pausa compositiva per il gran finale diciamo. Ad ogni disco le aspettative salgono (e questa È una cosa positiva) per cui finché non sarò sicuro di avere creato qualcosa di importante, non mi farò sentire. Contrariamente a quando ero più giovane, amo meno stare sotto i riflettori. Preferisco il lavoro in studio perché ti isoli dal mondo e tiri fuori il meglio che hai dentro. È così che mi rigenero. Per questo amo molto fare il produttore, perchè significa stare sempre in questa fase di ritiro creativo dove nasce tantissima energia!
Un'ultima cosa... visto che il processo creativo si snoda spesso in maniera inconscia, non è detto che il terzo capitolo avrà una successione logica e diretta dai primi due. L'anima lavora più per immagini e sensazioni accosta pensieri e frasi impensabili e non segue un processo lineare.

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 14 Maggio 2019 17:36 )  

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