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Megàle: un esordio oltre le forme

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Megàle
“IMPERFEZIONI”

megale cover

“Imperfezioni” - Official HD

Finalmente un disco che ignora l’estetica pop, quella ordinaria, quella che cerca nelle regole e nelle forme conosciute l’unico vocabolario per farsi bello agli occhi del pubblico pagante. Non cerca una comunicazione precisa ne un target preciso. Cerca invece l’espressione libera partendo dai suoni analogici e confezionando tutto in un contenitore di istinti digitali. Mi piace tanto questa espressione e la ripesco da non so quale fonte. Si intitola “Imperfezioni” l’esordio discografico dei Megàle che sono Stefania Megale e Francesco Paolino. Un duo in bilico appunto tra l’acustico e il digitale, tra l’espressione libera e la ricerca di una melodia che richiede un gusto superiore per codificarla. Un disco che narra dell’uomo e della sua fragile imperfezione e che su questa appunto si attesta il vero quid pluris dell’espressione di un individuo. Sono 8 gli inediti prodotti da Angelo Epifani per Area51 Records che hanno dentro anime tribali e canti lontani, tonalità scure di viaggi introspettivi, filosofie e visioni. Un disco lisergico condotto dalla voce di Stefania Megale che si sposa a pieno con le tinte un poco epiche e un poco surreali di queste liriche che scavano a fondo alla ricerca di una risposta.

Finalmente un progetto che sguscia fuori dai soliti canoni. Come vi misurate con la moda e le tendenze? Ma soprattutto con il mondo discografico che vuole impacchettare tutto con canoni decisamente lontani dai vostri?
È un pensiero che non ci siamo fatti assolutamente. Scopriamo solamente adesso che  la fruizione del nostro album magari non è per tutti. Sinceramente non avevamo immaginato tutto ciò...

E come nasce un brano dei Megàle? Visto che sembra tutto così anarchico…
Alcuni sono nati dal testo, altri da un giro di chitarra, da una melodia vocale...
Ciò che è sicuro è che hanno impiegato diverso tempo per diventare ciò che sono oggi. Nel disco ci sono brani appartenenti a diversi periodi, e tendiamo molto ad evolvere i nostri metodi compositivi e credo che questo si noti nelle caratteristiche diverse che ogni brano presenta. Ad ogni modo tutto nasce da un'idea che di solito è un'istantanea, da fotografare per poi lavorarci un bel po' sù.

Dunque se me lo concedete, parafrasando la vostra canzone: siamo tutti “Viaggiatori onirici” solo che a differenza di tanti voi rispettate questo ruolo mentre altri, per vigliaccheria forse, si chiudono nelle casseforti del sistema?
Ci sono poi altri ancora che si rifugiano in comunità in paesi sperduti e costruiscono la loro realtà. Trovo che sia una scelta altrettanto rispettabile. Trovo assolutamente poco rispettabile il nascondersi dietro la burocrazia perdendo la propria umanità. C'è una grandissima differenza tra ciò che è legale e ciò che è giusto. Ciò che ci interessa è il pensiero critico.

Come risponde il pubblico italiano che è abituato al semplice pop?
Penso che il pubblico in generale sia molto sottovalutato. In realtà siamo soddisfatti del nostro rapporto col pubblico. Quando ci troviamo davanti ad un pubblico nuovo in realtà è molto gratificante vedere che ciò che facciamo suscita interesse.

Di cosa si nutrono i Megàle? Ispirazioni e riferimenti?
Abbiamo ascolti molto ampi per via anche della nostra provenienza musicale e perché siamo da sempre coinvolti in più progetti che vanno in molteplici direzioni. Siamo ispirati dai grandi compositori di musica per film, dal cantautorato italiano, dalla musica sperimentale e dal progressive. Con le orecchie tese verso il nuovo: è importante aggiornarsi sempre.

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