Goodbye Lou Reed

Mercoledì 06 Novembre 2013 22:30 jonathan di bari
Stampa

 

 

Addio al poeta del rock Lou Reed, scomparso all'età di 71 anni, dato per morto innumerevoli volte, questa volta non ce l’ha fatta veramente, per i postumi di un trapianto di fegato avvenuto l'aprile scorso.

Si è spento il cantore del lato “selvaggio” di New York, lontano dalle vetrine scintillanti della 5th Avenue o dalla mecca della finanza di Wall Street ma lontano anche dalla “West Coast” degli Stati Uniti dove negli stessi anni esplose il sogno e la cultura hippie. Lui, trasgressivo, controcorrente e contraddittorio, ha sempre spiazzato l'industria musicale fino alla fine.

Ricordiamo i suoi testi decadenti, intensi, che parlano di sobborghi, droga, sesso e violenza, della parte più “oscura” dell'esistenza, e della sua in prima persona, fin da ragazzino, la sua famiglia lo porta in una clinica psichiatrica, per “curare” la bisessualità del figlio, con l'uso dell'elettroshock, una esperienza che contraddistinse tutta la sua vita e che mise in musica in una canzone “Kill your sons”.

Grande sperimentatore musicale Reed fece parte dalla fine degli anni '60 dei Velvet Underground, band che ha rivoluzionato e influenzato la musica, fino ai giorni nostri, con i suoi suoni distorti e abrasivi, grazie alla collaborazione di John Cale e la sua Viola elettrica, e la magnifica voce cupa e straniante della cantante teutonica Nico, tutti compagni di viaggio di Andy Warhol nella sua Factory.

In seguito da solista, rigenerato dalla cura “Glam” di David Bowie con il celebre disco “Trasformer” ottenne il grande successo di pubblico. Fece poi inversione perché infastidito dalla notorietà ottenuta negli album precedenti, diede alle stampe un disco controverso come “Metal Machine music” album strumentale di soli “rumori” ai limiti dell'ascoltabile e successivamente il concept album “The Raven” incentrato sulla figura del poeta Edgar Allan Poe suo scrittore preferito.

La sua sperimentazione continuò fino alla fine con la collaborazione con i Metallica nel suo ultimo disco “Lulu” del 2011. Molto importante era l’attività live, dove il nostro “rock n roll Animal” dava il meglio di sè con concerti tiratissimi esplosivi e struggenti, come quello che si svolse nel 1980 a Firenze al parco delle Cascine, diventato leggendario per la storia musicale della città. I suoi live sono passati dall’autolesionismo giovanile, alla presenza sul palco di maestri della disciplina orientale del Tai-Chi della maturità degli ultimi concerti, questo era Lou Reed.

Jonathan Di Bari.

lou-reed1.jpg

                       Jean Baptiste Mondino - "L'ultima foto" - New York - 24 ottobre 2013

Share

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 06 Dicembre 2013 11:32 )