Dal 30 Marzo al 2 Aprile 2015, Bologna
La cultura non nasce spontaneamente, si costruisce con un percorso che inizia attraverso l’apprendimento: Il primo contatto avviene nell’infanzia attraverso la lettura. Il genere umano produce attraverso la cultura la continuità della sua storia. La storia veniva tramandata grazie alla comunicazione orale oggi invece è la scrittura che si fa veicolo di trasmissione, comunicazione ed educazione.
Il libro diventa strumento attraverso i principali concetti che definiscono a seconda del periodo storico una determinata società. E la condivisione è già una prima forma di “comprensione”.
Alle spalle della comprensione abbiamo un bagaglio mentale di conoscenze enciclopediche che si strutturano in due modi: gli script rappresentano ciò che sappiamo di eventi, nel loro svolgimento ordinario e gli schemi, più complessi, riguardano il modo di organizzare la rete di conoscenze.
Il bambino ha bisogno di trovare nella storia una coerenza, questa deve soddisfare la connessione logica tra un evento e l’altro. La memoria riveste un ruolo importante, il sociologo Bruner parla di “ archivio mentale”; la comprensione della lettura dipende dall’interconnessione tra ciò che leggiamo e ascoltiamo e le risorse cui attingiamo dalla nostra mente.
Il linguaggio privilegiato sarà semplice e diretto; il bambino è reattivo perché capisce, se il linguaggio è accessibile potrà partecipare sul piano razionale e cognitivo.
Ognuno diventa interprete della storia, fa riemergere ricordi sensazioni del proprio vissuto, la comprensione in questo senso è atto individuale, soggettiva partecipazione. Un modo diverso di sperimentare la realtà.
Che cos’è il libro?
Il libro è oggetto prezioso, da amare, è la storia che fa il libro non la carta patinata, il libro si legge in solitudine, l’uno accanto all’altro o con il proprio bambino in braccio, è momento di ascolto interiore.
Chiara Salvini / DEApress
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