Il 20 Dicembre 1909 James Joyce, con il sostegno di alcuni amici di triestini, inaugura a Dublino il Volta Cinema. A distanza di quasi un secolo (2007), il Jameson Dublin International Film Festival assegna il primo Volta Award a coloro che si sono distinti nel panorama cinematografico internazionale.
Al Pacino, Martin Sheen, François Ozon, Paolo Sorrentino, Ennio Morricone sono solo alcuni dei nomi illustri del grande schermo che hanno ricevuto il premio nelle passate edizioni.
Quest’anno, nel corso della 12’ edizione del Jdiff, l’attore e regista Stanley Tucci, ha ritirato il Volta Award.
Davanti ad una sala gremita di appassionati di cinema e giovani fans, l’attore statunitense è stato premiato per essersi distinto, nel corso della sua carriera cinematografica, televisiva e teatrale, con più di cinquanta collaborazioni, tre nomination come miglior attore non protagonista, un Golden Globe e un Ammy Awards.
“Quando fai l’attore devi saper interpretare ruoli diversi, usare le sfaccettature della tua personalità per dare vita ad una nuova entità che sì, si porta dentro una parte di te ma non deve essere autoreferenziale. Lo show business americano mi ha consentito esplorare generi diversi e io mi sono divertito a giocare la mia parte”.

Con carisma e genuina simpatia Stanley Tucci ha ripercorso i momenti più significativi della sua carriera coinvolgendo il pubblico in uno scambio di vivaci battute con Gráinne Humphreys, direttrice del Festival e moderatrice dell’intervista.
“Ricordo la mia prima audizione, Broadway; mi dissero, non scegliamo te, scegliamo l’altro. Direi niente male come inizio!”.
Ma è proprio dal palcoscenico di quel provino poco fortunato che, nell’82, Stanley Tucci debutta con The Queen and the Rebels, spettacolo che, pochi anni dopo, gli aprirà il sipario del cinema.
Nel 1996 esce Big Night, prima collaborazione dell’attore da co-direttore e sceneggiatore. Premiato al Sundance Film Festival per la miglior sceneggiatura, in Big Night, quell’Italia spesso disegnata da pallottole e intrighi malavitosi, viene messa a tavola.
A colpi di pasta e risotti i due fratelli calabresi cercano di rilanciare il business del ristorante ma per Primo (Tony Shalhoub) e Secondo (Stanley Tucci) non è un’impresa facile convincere i clienti che le polpette non sempre vanno sulla pasta e il riso non si mangia accanto al purè.
Artista poliedrico, Tucci ha l’occasione di lavorare con icone del cinema internazionale e condividere la scena con attori conosciuti al grande pubblico.
Amici sul set e nella vita, Stanley Tucci e Meryl Streep dividono il copione in Mommy and Me, The Devil wears Prada e Julie & Julia. Dall’assistente della “perfida” direttrice della rivista Runway, al marito di quella Julia che, annoiata dagli impegni diplomatici del coniuge, scoprirà avere una spiccata passione per la cucina francese.
“Quando interpreto un ruolo sto molto attento al tono del film ma prima di tutto a quello degli attori; solo così si crea quell’armonia, quella relazione emozionale che il pubblico in sala percepisce. Mi sono cimentato in diversi ruoli e ciascuno di essi ha tirato fuori i diversi colori della mia personalità. In The Lovely Bones mi sono avventurato nella darkness che è dentro di me, era la prima volta che recitavo la parte dello pshyco assassino”.
Senza abbandonare quel tocco di allegra ironia, l’attore statunitense risponde alla curiosità di Gráinne Humphreys e prendendosi anche un po’ in giro regala al pubblico momenti di genuina ilarità.
“Durante le riprese del film la giovane Rachel Weisz mi disse che avevo l’aria di un assassino funny…e pensare che mi ero concentrato a scavare nella mia darkness!”.
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