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Anteprima - tutti contro tutti

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TUTTI CONTRO TUTTI : la battaglia delle serrature è aperta

Il film di Rolando Ravello in uscita nelle sale il 28 febbraio

 

Giri la chiave nella serratura della porta e non si apre; provi con quella di tua moglie ma ancora una volta la porta non da cenno di volersi aprire; provi e riprovi ma niente.

Tutta la famiglia vestita a festa in occasione della prima comunione del figlio più piccolo se ne sta lì sul pianerottolo con i vassoi pieni di pasticcini e rustici, una torta panna e fragole aspetta in frigorifero pronta ad essere mangiata. Nonno Rocco sarà anche anziano ma il suo orecchio ci sente benissimo, “non la senti la musichetta, -rivolgendosi al figlio Agostino- prova a suonare”.

In un attimo, quella che doveva essere una festa in famiglia, si rivela un’inaspettata e spiacevole verità: la casa è stata occupata e basta abbassare lo sguardo sul campanello per vedere il nuovo nome della famiglia Rizzuti attaccato con lo scotch.

I sorrisi di grandi e piccini per quel giorno speciale lasciano il posto alla delusione e alla rabbia.

Cosa fare?.

Tutti contro tutti, il film d’esordio come regista di Rolando Ravello, in uscita nelle sale il 28 febbraio, inizia così, con una famiglia della periferia romana che da un giorno all’altro si trova espropriata del suo bene più prezioso. La casa.

Un appartamento popolare di una palazzina multietnica, dove l’odore dei peperoni preparati di prima mattina dai bengalesi e quello delle spezie egiziane si mischiano a quello dei cornetti alla cioccolata e dove Antonio Manchiusi, il falso proprietario dell’appartamento a cui Agostino paga l’affitto, altro non è che un disonesto approfittatore che se ne infischia dell’identità dell’affittuario preoccupandosi solo di intascare le 500 euro mensili.

A niente serve rivolgersi ai carabinieri; per Agostino e la sua famiglia si prospetterebbe un reato di “violenza privata”. Un rischio che non possono correre e che li costringe a cercare un luogo dove vivere nella speranza che tutta la famiglia Rizzuti si assenti quell’attimo necessario a rientrare nella propria casa.

Già, aspettare che dall’appartamento escano tutti; cosa pressoché impossibile vista la regola generale che vige nelle case popolari: non lasciarla mai incostudita, ti giri un secondo e ti ritrovi a dover improvvisare una camera e una cucina sul pianerottolo di fronte alla tua ex casa e il bagno all’ultimo piano del palazzo nello spazio dove tutti i condomini stendono la biancheria: “in fondo da qui c’avemo una bella vista”.

L’accento romano, la divertente naturalezza di Nonno Rocco, ottantenne sprint , pieno di energia, deciso a scacciare gli invasori; il via vai di gente mentre i cinque della sfortunata famiglia cercano di riposare su quei materassi ricavati da quelli da spiaggia; il cane ringhioso del vicino Mazzetti, spalla destra di Manchiusi, che non si accontenta del ripieno del panino di Nonno Rocco, ci fanno sorridere e divertire ma quello che si legge sulle labbra è un sorriso amaro.

Aimè, una triste realtà che coinvolge migliaia di famiglie in tutta Italia che risiedono nelle case popolari degli anni ’70 e si vedono costrette a non abbandonare mai il proprio appartamento per paura che dietro si celi un’altra famiglia pronta ad assumerne l’identità.

E allora ecco che comincia la catena circolare di occupati ed occupanti che prima si trovano con la serratura cambiata e subito dopo sono pronti a fare lo stesso se non vogliono ritrovarsi a dormire in una macchina, sempre che ce l’abbiano.

Un film tratto da una storia vera quello di Ravello, che romanza in chiave ironica la vicenda di un amico muratore rimasto fuori dalla sua casa.

Un paradosso reale, che si tocca con mano e nel quale migliaia di famiglie in tutta Italia, come dimostrano le statistiche, sono coinvolte. Una malattia che deve essere curata, un problema che non deve rimanere nascosto e che anche un film può portare alla luce, magari facendoci sorridere grazie ad una comicità leggera e sarcastica.

Tanti spunti su cui riflettere; il problema dell’abusivismo, dell’immigrazione, della prostituzione, del bullismo. Tante facce dello stesso dado, il nostro, quello italiano che da qualsiasi parte si giri, ci svela una serie di problematiche che sembrano non trovare una soluzione.

Supportato da un cast familiare capitolino e una moglie polacca Anna -interpretata da Kasia Smutniak- riuscirà Agostino a riappropiarsi della propria casa o ci sarà qualcun altro che prenderà il suo posto? Se tutti sono contro tutti ci sarà da aspettarsi qualsiasi cosa e Nonno Rocco sarà più agguerrito che mai.

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 25 Febbraio 2013 10:17 )  

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