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Gli Angeli di Firenze

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Sono passati 60 anni, e ancora i fiorentini quando piove più del solito guardano l’Arno con sospetto. Soprattutto i vecchi che ricordano l'alluvione di Firenze del 4 novembre
1966. Essa è l'ultima di una serie di straripamenti del fiume che hanno nel corso dei secoli mutato il volto della città di Firenze.
Avvenuta nelle prime ore della notte di venerdì 4 novembre in seguito ad un'eccezionale ondata di maltempo. Il fiume si ritirò solo verso le ore 20.00 dopo aver portato panico, detriti e disastri in tutta la zona del bacino dell’Arno e dei suoi affluenti.
 
Fu uno dei più gravi eventi alluvionali accaduti inItalia, e causò forti danni non solo a Firenze ma in gran parte dellaToscana e più in generale tutto il paese.
  
I danni avvenuti in una città d’arte come Firenze sono stati incalcolabili. Migliaia le opere d’arte danneggiate e i manoscritti che si trovavano nella Biblioteca Nazionale Centrale, rovinati.
 
Basti ricordare il Crocifisso di Cimabue, danneggiato in grandissima parte (l’80%) e ora tornato alla sua bellezza grazie a importanti lavori di restauro.
 
A salvare le grandi opere d’arte della Città Toscana sono stati gli “Angeli del fango”, giovani volontari giunti a Firenze da tutta Italia (e non solo) per aiutare la popolazione colpita dalla sciagura a recuperare e salvare il patrimonio artistico e culturale che altrimenti sarebbe andato perduto.
 
 
 
Questi giovani erano del tutto volontari, e rappresentano uno dei primi esempi di mobilitazione spontanea giovanile nel XX secolo.

 

 
 
 

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 31 Marzo 2026 06:19 )  

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