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Rita Levi Montalcini

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C:\Users\Utente\Desktop\1, DA LEGGERE BENE PER ME E ARTICOLI FUTURI\1.  A  ARTICOLO PREMIO GIORNALISMO APRILE 2021\CNR CHIARA CARROZZA NUOVO PRESIDENTE\1. RITA LEVI MONTALCINI 22 APRILE  1909\1. Rita  al microscopio 1.jpg

ABBI IL CORAGGIO DI CONOSCERE

ARTICOLO di CRISTINA FONTANELLI

Nel mese di aprile ricorre l’anniversario di nascita di Rita Levi-Montalcini (22 aprile 1909– 30 dicembre 2012), scienziata lungimirante e storico personaggio del Secolo Breve che nell’arco della sua esistenza si è sapientemente occupata di Neurobiologia, Medicina e Psichiatria. Di origine ebrea, Rita Levi Montalcini è cresciuta in un ambiente congeniale allo studio non ostacolata dalla sua famiglia per le sue intraprendenti attività. Dopo aver conseguito all’Università di Torino laurea con lode in Medicina e avendo ottenuto diplomi specialistici in psichiatria e neurologia, ella fu assistente volontaria in una clinica di malattie nervose e mentali. Tuttavia questa sua giovanile esperienza sanitaria fu precocemente interrotta per via delle leggi razziali del 1938: essendo ebrea la Levi Montalcini dovette emigrare; dapprima in Belgio dove. raggiungendo alcuni suoi colleghi e familiari, fu ospitata dall’Istituto di Neurologia dell’Università di Bruxelles. In questa sede, fino all’invasione tedesca del 1940 si occupò di ricerche sul sistema nervoso. Tornata poi a Torino, nel 1941 fu costretta nuovamente a fuggire: a causa della guerra allora in corso trovò rifugio in varie località italiane, fra le quali anche Firenze (via Senese) dove fu ospitata da alcuni amici, riuscendo così a sopravvivere all’Olocausto. L’11 agosto del 1944, quando Firenze venne liberata dai tedeschi, Rita Levi Montalcini  assunse ruolo di Medico al Quartier generale anglo-americano, occupandosi di epidemie ed altre malattie dei rifugiati e feriti di guerra. Nel 1945 ritornò a Torino e si stabilì in seguito negli Usa proseguendo la i suoi studi presso laboratori e Università. Negli Stati Uniti rimase fino al 1977 realizzando molteplici esperimenti che la condussero, nei primi anni Cinquanta, a scoprire una proteina (fattore di crescita nervosa), che svolge ruolo essenziale nella differenziazione di cellule nervose, sensoriali e simpatiche. Insieme al suo allievo S. Cohen, (biochimico) la scienziata italiana svolse indagini di fondamentale importanza per comprendere malattie come Alzheimer e  Parkinson: è proprio per queste scoperte nel campo neurologico che Rita Levi Montalcini venne insignita del Premio Nobel per la Medicina a Stoccolma (10 dicembre 1986). Come Accademica, nonché senatrice a vita italiana (2001), nel corso della sua lunga carriera, Rita Levi Montalcini ha ricevuto vari riconoscimenti, fra i quali cinque lauree honoris causa di livello internazionale. E’ stata anche esponente di storiche istituzioni scientifiche di primo piano quali la Royal Society, Academy of Sciences, Accademia nazionale dei Lincei, Accademia nazionale delle Scienze, oltre che della Pontificia accademia delle Scienze (prima donna inclusa). Celebrità a livello mondiale, nel 1963, fu prima donna scienziata a ricevere il Premio Max Weinstein, donato dall’United Cerebral Palsy Association, e per i suoi brillanti studi, nel 2009, ha ricevuto anche il Wendell Krieg Lifetime Achievement Award, istituito dal Cajal Club, la più antica associazione mondiale dedicata allo studio del sistema nervoso. Rita Levi Montalcini è stata inoltre membro dell’Accademia Nazionale delle Scienze e dell’American Academy of Arts and Sciences; fra i maggiori riconoscimenti ricevuti, ricordiamo poi che nel 1987 ella ha ottenuto la più alta onorificenza scientifica statunitense: la National Medal of Science.  Oltre  al  Premio internazionale Saint-Vincent, dall’Accademia Nazionale dei Lincei le è stato inoltre assegnato  il Premio internazionale Feltrinelli (1969). Fra gli ulteriori incarichi ricoperti, R. Levi Montalcini assunse quello di Presidente dell'Associazione Italiana Sclerosi Multipla.Nominata Presidente Onorario del Comitato Nazionale di Bioetica, Rita Levi Montalcini è stata anche insignita (nel 2009) del Premio Franca Florio "Scienziati Italiani Patrimonio dell'Umanità"  conferito  agli  Scienziati Italiani.

 

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