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May 06th
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La caverna

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In attesa che qualcuno possa interessarsi al mio romanzo di fantascienza che ho appena finito di scrivere, pubblico uno "scherzo" che alla fantascienza vorrebbe unire un pizzico di umorismo,visto che in questo periodo le mie meditazioni sul futuro del genere umano assumono venature sempre più scure.

La caverna

E tu chi sei?
La domanda risuonò nello spazio e quando
l'ultimo di quel mucchietto di monosillabi,
che riuscì ad emettere a fatica per lo stupore
che gli contrasse la gola, finì di diffondersi
nella caverna, aspettò invano una risposta.
Chi sei?
La replica più decisa del dubbio che lo aveva
stretto ebbe la stessa sorte, inghiottita nel
silenzio in cui in un attimo finì di ripiombare
il quesito.
Allora incominciò a toccarla. Si avvicinò
piano, lentamente come gli avevano
insegnato ad avvicinarsi ai bambini da
sempre, come una cosa che doveva esser
evitata. Eppure lui era bambino, ripeteva
spesso a questo divieto, tu sei diverso gli
ricordava sua madre, li vedi dall'alto di
questa navicella, incalzava suo padre, loro
sono abbandonati, non dovrebbero esistere,
allora perché io esisto, perché tu possa
sopravvivere era la replica. Piano alzò il
braccio verso il suo viso, i lineamenti gli
parvero irreali, la luce le illuminava il viso
contratto in un inespressivo spavento.
Io.
Riuscì solo a scandire il suo soggetto,
generico.
Ricordo solo di aver dormito tanto.
Io.
Le toccò i capelli esplorandone al tatto la

consistenza della fibra. La mano scese sul
collo e poi si ritirò al contatto con il tessuto
che la avvolgeva. Era nudo e si guardò
intorno istintivamente per cercare qualcosa
da mettersi. Una luminescenza debole
emanava dall'angolo buio dove si ricordò
d'esser venuto, in un risveglio senza sensi,
bianco, verso la luce. Vi trovò la capsula
d'ibernazione e dentro, lo stesso tessuto che
avvolgeva lei. Il monitor riportava la data e
la localizzazione.
2156 Isola di Iug
Il simbolo di una mano lampeggiava sul
monitor della capsula e prima di calcarla col
palmo si accorse che lei gli era accanto. Il
rumore del mare penetrava nella grotta
sempre più forte e gli sembrò di udire, fra il
fruscio, la sua voce.
No.
Pose la mano sul monitor. L'ologramma
occupò con la sua scena metà dello spazio
della grotta.
Buongiorno, qualsiasi giorno questo sia, in
qualunque momento vi siate risvegliati
questo è un giorno sacro, fasto, glorioso e
voi siete parte di questa nuova nascita.
Cercherò di spiegarvi in sintesi cosa è stato
di voi, di noi, del genere umano ma poi non
porrei troppa attenzione su ciò che stato ma
su quello che sarà il mondo davanti a voi.
Forse potrete pensare che una generazione
non poteva assumersi la responsabilità di
calmierare le nascite imponendolo agli stati
del mondo, commettendo atrocità per farla
rispettare. Ma la generazione che ha deciso
questo, quella dei nostri avi, lo ha fatto

perché le risorse dovevano essere difese
perché scarse ed il futuro del genere
dipendeva dalla selezione, voi siete gli eletti
di questa selezione, avete dormito il tempo
necessario per poter sognare il vostro futuro
invece di legarvi al passato, il passato è
pulito, il vostro presente luminoso. Il luogo
dove vi trovate è stato scelto per la sicurezza
del vostro riposo, dovrete spostarvi da lì,
premendo di nuovo lo schermo avrete le
istruzioni per poter riattivare le vostre
memorie ora offuscate, rieducarvi all'umano,
localizzare i punti di riposo che si sono
attivati, quelli ancora dormienti e poter
localizzare gli spostamenti degli eletti che
raggiungerete con una navicella appena
ristabiliti. Intanto potete accedere ai locali
predisposti premendo il simbolo quadrato sul
monitor. Attivate gli assistenti, fatevi
preparare qualcosa di buono, la dispensa è
piena di un repertorio di gusti pressoché
sterminato, l'arca di noè dei sapori, mangiate,
ristabilitevi, fate esercizio, nutritevi di realtà
dopo tutto questo sonno. Se avete domande
potete farle, risponderò in differita a quelle
che mi immaginavo mi avreste posto.
Quanti siamo rimasti?
Un milione circa.
E gli altri 9 miliardi e 999 milioni?
Domanda non riconosciuta, riprovare.
-Che è successo agli altri?
Gli altri sono stati sacrificati sull'altare
dell'evoluzione. Non poteva essere che così.
Le scarse risorse, la forza utilizzata per
difenderle ci hanno portato alla violenza, alla
violenza per il genere, l'unica che lo poteva

salvare. La legge dell'estinzione
programmata ha dato i suoi frutti, anche se a
prezzi altissimi. Il laser di monitoraggio
ottico e lo strumento di reset remoto attuabile
sull'operatore hanno fatto il resto, qualsiasi
schermo poteva essere controllato, qualsiasi
mente prima ancora della sua stessa
coscienza. Mentre voi dormivate il passato è
stato ripulito, ora c'è il presente vostro ed il
futuro. Dovete solo premere il tasto ed
attivare i robot. Al resto penseranno loro.
Lui la guardò e ciò che vide gli bastò per
capire che aveva superato il limite con quella
mossa.
Quale mossa chiese lei.
Lui gettò via il tessuto nella capsula e sotto
prese un libro.
Robinson Crusoe.
Noi stiamo qua, le disse sicuro.
Sì.
-Noooooooooooo.
-Signor Defoe, signor Defoe che succede?
-Oddio, sono qua...
-Signor Defoe, stava sognando, ma deve
essere stato un sogno terribile, è tutto
sudato...
-Terribile Marianne, terribile, ero su un'isola
deserta ma non come Crusoe...c'erano due
personaggi nel futuro...erano stati nascosti lì
da altri umani per salvarsi...
-...da cosa Signore se posso essere
indiscreta?
-...dagli uomini stessi...
-...mmm, anche nel futuro non si cambia...
-...metti un po' di legna nel camino...lo
schermo...

-...cosa signore?
-...parlavano di schermi con i quali
controllare le persone, neutralizzarle con
degli schermi parlanti...
-...anche il fuoco parla nel caminetto...
-...questi però penso che fossero come delle
finestre nelle quali proiettare le immagini
che si vuole...immagini che follia...non basta
la piazza con lo spettacolo delle esecuzioni,
nel futuro era, nel sogno, addirittura in ogni
casa uno schermo...poi ad un certo punto
prendevano il mio libro...e i due rimanevano
sull'isola dove erano stati nascosti,
rifiutavano un nuovo contatto con
l'uomo...era il mio libro che li spingeva a
ciò...
-....mmm, interessante Signore...ecco qua un
po' di lega per il fuoco...le ho portato anche il
giornale...si riposi un po' leggendo di
attualità...
-...grazi Marianne, preferisco guardare il
fuoco...
-...se ha bisogno di qualcosa mi faccia
sapere, sono di là a preparare la cena...le
preparo anche il tè, fra poco arriveranno gli
ospiti.
-...che tempo fa fuori?
-...piove e fa freddo...
-...mmm, mi passeresti quella coperta?
-...certo...a dopo.
-Ciao Marianne...caro fuoco, quando arriverà
il momento in cui gli uomini non avranno
più tempo per ascoltare la tua lingua di luce e
vedere le metamorfosi delle tue fiamme e si
guarderanno vivere in uno schermo la terra
sarà un posto peggiore...

Fffffffffff, sciock, dlin, dlon.

Samuele Petrocchi (C)

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Ultimo aggiornamento ( Domenica 26 Maggio 2019 11:54 )  

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