
Da tempo ormai sui social dominano adorabili video di cuccioli che inteneriscono e commuovono. Gattini che saltano addosso ai bambini, cagnolini che scivolano buffamente , caprette che emettono versi ironicamente incomprensibili. Però viene da chiedersi: siamo sicuri che sia tutto così chiaro e divertente?
Purtroppo questi contenuti che assicurano risate a crepapelle e migliaia di visualizzazioni nascondono un’ oscura e drammatica realtà:
Il Loris, genere di primate della famiglia dei Lorisidi, è il protagonista di una triste storia di violenza che rivela ciò che nessuno si sarebbe mai immaginato. Le tenere scimmiette dagli occhi grandi risultano essere vittime di soprusi ,catturati illegalmente nel sudest asiatico, richiusi in gabbie, vengono rivenduti in strada, nei mercati neri oppure all’estero, come se fossero degli animali domestici.. Questa è una specie abitutata a fare lunghi percorsi notturni spostandosi da una parte all’altra del loro habitat. La riduzione del loro spazio vitale crea un immenso sconforto in questi animali ai quali vengono pure strappati i denti poiché il loro morsi possono produrre reazioni allergiche. Costretti oltretutto a diventare i fenomeni da baraccone di persone che si divertono a riprenderli mentre solleticano le loro ascelle. Beh, non sembrerebbe nulla di grave se non fosse che il gesto di alzare le braccia è connesso ad un forte stato di terrore; usano questo movimento per difendersi tramite la produzione di veleno attraverso le ghiandole poste proprio in quel preciso punto del corpo.
Questa è una storia documentata dall’International Animal Rescue che collabora con celebrità come Peter Egan e gestisce il più grande centro al mondo per il recupero dei Loris lent. L’IAR ha lanciato la campagna “Il solletico è una tortura” per aumentare la consapevolezza su quanto è sbagliato tenere questi animali in casa.
In Italia invece vi è il LAV, un’organizzazione nazionale con sede a Roma che quest’anno compie 40 anni.
Essa ha l’obbiettivo di analizzare, denunciare e contrastare i crimini a danno degli animali perpetrati con la criminalità organizzata o da singoli soggetti, come corse illegali di cavalli, bracconaggio e pesca illegale, traffico di cuccioli, lotte tra cani, macellazione clandestina e altri fenomeni illeciti. Oggi la Zoomafia trae profitto tanto da illegalità ormai tristemente consolidate, quanto da nuove frontiere criminali, in particolare i traffici di animali via internet e il traffico di cuccioli.
L’egocentrismo dell’uomo diventa talmente sintomatico da sfociare in una società antropocentrica, dove ci viene insegnato che l’individuo è l’unico essere ad avere una coscienza di sé e che gli animali esistono per soddisfare i nostri bisogni. La convinzione di disporre di un intelligenza superiore condanna milioni di esseri senzienti a soffrire e morire per diventare cibo, pelli e cosmetici. Questa mentalità, fortemente radicata, consiste in una discriminazione chiamata specismo, caratterizzata da una visione del mondo su scala gerarchica al cui vertice risiede l’essere umano. Un cambiamento può avvenire se ci si batte a prescindere dall’appartenenza di specie, di razza, di genere od orientamento sessuale, per un senso di empatia e rispetto nei confronti della vita stessa.
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