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Antropologia: collezione Sud America

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Firenze - Molti gli studiosi e gli appassionati presenti ieri mattina all'inaugurazione del nuovo allestimento delle collezioni del Sudamerica al Museo di Antropologia e Etnologia. Il museo costituisce una delle sezioni del Museo di Storia Naturale dell'Università di Firenze che ospita sezioni di zoologia, botanica, geologia, mineralogia e biomedica oltre, appunto, alla sezione antropologica.

La mattinata si è aperta con i saluti del presidente del museo Guido Chelazzi che, dopo aver ringraziato le varie anime che hanno concorso alla realizzazione dell'allestimento, ha subito passato la parola al Rettore. La massima autorità accademica ha espresso tutta la soddisfazione dell'Ateneo per la realizzazione dell'evento e ha sottolineato la fondamentale importanza che ricoprono i musei scientifici nelle istituzioni universitarie annunciando, tra l'altro, lo stanziamento di nuovi finanziamenti per il Museo di Storia Naturale.

Ha poi ripreso la parola il presidente del museo per una breve introduzione della collezione e per esporre quelle che sono state le linee guida per la realizzazione dell'allestimento: la necessità di coniugare antropologia ed etnologia, quella di rispettare lo sviluppo storico e l'importanza della valorizzazione della diversità umana.

È stato poi il momento per una breve ma necessaria parentesi su quello che ha significato l'incontro tra la civiltà europea e quella dei nativi d'America, ricordando quello che probabilmente è stato il più grande genocidio perpetrato nella storia dell'umanità. Dopo vari interventi che hanno ribadito il valore storico e didattico del nuovo allestimento si è proceduto alla visita del museo.

Passeggiando nelle varie sale che ospitano le collezioni è possibile ammirare un gran numero di manufatti risalenti a periodi diversi e provenienti da numerose popolazioni di differenti zone geografiche del Sudamerica.  Gli oggetti più antichi provengono dalle collezioni medicee. Come si apprende dal depliant informativo: “tra questi cimeli si trovano i manufatti dei Taino, il primo popolo incontrato da Colombo all'arrivo nelle Americhe e i rari mantelli cerimoniali dei Tupinamba, popolo che abitava le coste atlantiche del Brasile” .

Ma non mancano testimonianze di epoche più recenti, fino a collezioni realizzate nella seconda metà del novecento: “dai materiali raccolti dall'etnologo americano Boris Malkin tra i Tikuna del Nord Amazzonia, alla collezione realizzata nel 1962 da Giampiero del Bianco tra i Jibaros dell'Amazzonia peruviana a quella formatasi negli anni 90 grazie ai padri missionari Giovanni Saffirio e Guglielmo Damioli presso gli Yanomani della comunità di Catrimani, nello stato brasiliano di Roraima”.

Quest'ultima ricopre particolare importanza per il fatto di essere frutto di un progetto di antropologia collaborativa che coinvolge in prima persona i membri della comunità dalla quale proviene. Insomma un museo che vale la pena visitare per l'immenso valore storico e didattico e che restituisce i tratti caratteristici di culture che fanno dell'armonia con l'ambiente naturale il tema centrale della loro esistenza.

http://www.deapress.com/culture/caffe-letterario/17315-museo-antropologia-apre-sala-collezione-sudamerica.html

Lorenzo Soria/ stagista Università di Firenze presso DEApress

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 19 Settembre 2014 20:00 )  

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