Sul finire di Settembre, "La notte per la ricerca scientifica"

Martedì 22 Luglio 2014 12:05 Giusi Giovinazzo
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Il prossimo 26 Settembre, 300 città in simultanea parteciperanno

alla IX edizione della ''Notte Europea dei Ricercatori''. 

 

L'evento "Notte europea dei ricercatori" è promosso dalla Commissione europea: il dialogo gestirà il filo rosso tra la comunità scientifica e il grande pubblico. L'appuntamento si plasma nella parola "divulgazione", nella convinzione che la comunicazione del sapere sia un necessario dovere di chi fa ricerca. Il ricercatore che resta nei suoi laboratori, che non condivide i suoi risultati, il ricercatore che non si fa comunità scientifica, che non si fa rete, condanna il suo impegno al tassello sperduto di un mosaico incompleto. Migliaia tra ricercatori, enti ricerca e istituzioni - tra cui l'Agenzia Spaziale Italiana - dei paesi europei impegnati nella divulgazione accattivante, interessante della cultura scientifica e nel trasmettere l'importanza del ruolo della ricerca nella vita quotidiana.

L'iniziativa vuole incoraggiare l'avvicinamento dei più al mondo del sapere scientifico, inducendo a una sensibilità specifica verso la ricerca, lo studio, la sperimentazione.

Insomma, verso parole che la politica è sempre reticente ad approfondire.

L'evento si articolerà in spettacoli di scienza interattivi, condotti da appassionati ibridi, da mago Merlino a Frankestain, laboratori, mostre, esperimenti, visite guidate nel cuore di laboratori solitamente chiusi al pubblico, conferenze. L'utente ideale non presenta un profilo univoco: va infatti dal semplice passante curioso all'appassionato che prima di andare a letto legge saggi sulla biodiversità e i buchi neri. Quest'anno la Notte è dedicata al tema della sostenibilità, enorme matassa che si srotola per implicazioni sociali, economici, ambientali e politici e che mette in luce il nesso tra individuo e contesto. Quel nesso, grazie alla parola chiave sostenibilità, risalta nella stessa vita quotidiana dell'individuo, integrando quest'ultimo nell'ambiente che non solo si trova a vivere ma che contribuisce a render abitabile o meno.

L'evento è evidentemente un modo per responsabilizzare l'individuo sulle sue scelte quotidiane, spesso dettate dall'ovvietà, dall'abitudine anziché da una coscienziosa conoscenza, lungimiranza di ciò che andiamo a creare agendo in un determinato modo. In tal modo, si abbatte il mito della scienza che non pensa, della ripetitività del pensiero matematico, scientifico che si culla sugli allori dei suoi risultati e spesso pone in sordina lo spirito con cui questa rivoluzione scientifica ci è stata consegnata.L'evento è un modo per tener in vita la curiosità che definisce l'essenza stessa dell'essere umano, quella scintilla di brio che solamente può legittimare il percorso di progresso a cui sembra non riusciamo a rinunciare per nulla al mondo, nemmeno per quell'istinto tanto antico quanto l'uomo e i graffiti sulle caverne dei preistorici come l'istinto di autoconservazione. 
Quella curiosità, indirizzata da una mano scientifica (“illuminata”) può contribuire a ridignare proprio quel tema della sostenibilità tanto urgente. 

 

Oltre alle tradizionali sedi di Roma e di Frascati gia' coinvolte nelle passate edizioni, saranno impegnate anche Trieste, Bologna, Milano, Ferrara, Catania, Bari, Cagliari, Pavia e Pisa, una mappatura geografica che dovrebbe evolversi in una sorta di internazionale della scienza, un tavolo permanente in cui esperti e non si confrontino sui destini, ovvero i progetti, allargando i loro egoistici punti di vista. 

 

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 29 Settembre 2015 17:37 )