Perdersi a Barcellona

Venerdì 12 Aprile 2013 16:17 Samuele Petrocchi
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Samuele Petrocchi

Perdersi a Barcellona

Edizioni DEA - Iperluoghi


“ Perdersi a Barcellona” è la prima pubblicazione nella collana Iperluoghi delle Edizioni DEA. Un'occasione per riaffermare il valore conoscitivo del viaggio che è sempre stato un motivo di interesse per la nostra Associazione, un tema costante del nostro lavoro. E' viaggiando infatti che è possibile entrare in contatto con l'altro ed è il viaggio che ci aiuta a vedere con sguardo altro la nostra quotidianità, ad osservare in maniera vigile, curiosa e critica quale sia il passato che soggiace al contesto nel quale viviamo e quali scenari futuri sia possibile individuare.

Ogni viaggio nello spazio dovrebbe quindi essere un viaggio nel tempo, ogni itinerario che percorriamo, ogni passo che facciamo dovrebbero aiutarci nella narrazione di una storia dei luoghi e delle genti che riguarda tutti. E' la dimensione temporale e di conseguenza quella narrativa che è necessario difendere nel viaggio ma anche nella quotidianità, ora che l'era digitale ci ha regalato come si sente spesso dire un mondo divenuto più piccolo, la percezione e le dimensioni si sono globalizzate, gli ostacoli spaziali alla comunicazione sono crollati.

Abbiamo chiamato Iperluoghi questa nuova collana perché, come in un testo digitale, la realtà circostante è ricca di “links” che parlano della storia degli uomini che l'hanno abitata. Le possibilità di lettura di un luogo sono molteplici eppure, specialmente nel nostro Occidente, il viaggio spesso diventa semplice ricerca di luoghi ormai già codificati, quelli che ci fanno sentire a casa, guidati dalla volontà di avere una conferma costante di sicurezza, per evitare il nuovo che spaventa. Spostarsi in un iperluogo aiuta invece ad allenare la capacità di orientarsi nel reale, di riconoscerne i piani sovrapposti e quindi la ricchezza, di dare profondità alla storia, piccola o grande che sia, di ogni viaggio, di lasciarsi la libertà di perdersi.

Una guida che aiuta a perdersi è una contraddizione eppure come suggerisce questo titolo, è scopo di ogni cammino quello di far smarrire il viandante sul confine fra il suo mondo e la realtà che percorre per poi portarlo a ritrovare le tracce di un percorso più rispettoso ed armonioso; lo scopo di ogni cammino, grande o piccolo che sia, dovrebbe essere quello di migliorare chi lo compie. Non dobbiamo dimenticarci di essere viandanti, abbiamo il diritto di indagare origine e meta del nostro viaggio, il dovere di conoscere come raccontare la storia del nostro itinerario.

“Perdersi a Barcellona” vuole essere un invito a scoprire una città camminando, cercando di cogliere tutti i “collegamenti” artistici, letterari e storici che questa offre, cercando di darle profondità. I cinque itinerari suggeriti, dedicati ai quartieri più importanti del centro storico e delle zone limitrofe, sono un invito a lasciarsi abbandonare ad una lettura affabile che cerca di mostrare la città nei suoi aspetti meno visibili, un invito a cogliere, nel passo, un ritmo che si fa esperienza.

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