Presso le sale della Ca' Pesaro di Venezia e fino al primo marzo, è possibile visitare la mostra dedicata a Gastone Novelli curata da Elisabetta Barisoni e da Paola Bonani. Nel lungo percorso visitabile al secondo piano del museo veneziano, riesce ad essere ben evidente l'assoluta indipendenza di Gastone Novelli da qualsiasi tendenza concettuale del suo periodo. Ovvero Novelli nel corso del suo tempo ha mantenuto una estrema coerenza nel dare al segno una importanza strategica del tutto personale. Quasi fosse un interprete del disagio sociale del suo tempo. Difatti nelle tele esposte, e non solo in esse, è possibile ravvisare la crisi di un tempo e di un sistema. Novelli non ama certamente contraddire il suo interesse principale, quello di essere presente, ma si carica talmente tanto del male del tempo da esprimerlo con estrema efficacia. D'altronde pochi sono coloro che in Italia non hanno fatto del proprio fare arte un mero senso del mercato. Novelli è stato fra coloro che in una estrema solitudine, ha potuto esercitare con inconfondibile ratio tutto quel suo mondo interiore fatto di profondità e di un certo misticismo non comune. Fra le sue opere esposte, in un percorso più che cronologico appare come stilistico, quello che ben si comprende è come Novelli abbia nel corso del suo tempo maturato una propria identità stilistica. Non c'è verso da far comprendere al mondo esterno quello che è il suo mondo interno. Infatti quasi con un tatto di incredibile umanità, Novelli riesca a mostrare la sua permanenza in una idea di arte che però non simula nulla che non possa avere dei connotati di umana vita. In questo senso, nel più profondo tratto umano del fare arte, Novelli è ben presente ancora oggi, con una estrema razionalità emotiva. Un vero professionista del gesto segnico. Il catalogo è edito da Marsilio.