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ARTE A FIGLINE - DA PAOLO UCCELLO A VASARI

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Arte a Figline

Da Paolo Uccello a Vasari – Palazzo Pretorio 19 ottobre 2013 – 19 gennaio 2014

 

riceviamo e pubblichiamo

 

La mostra si inserisce nella fortunata collana “La città degli Uffizi” creata

da Antonio Natali e prosegue idealmente Arte a Figline. Dal Maestro

della Maddalena a Masaccio, esposizione curata da Angelo Tartuferi nel 2010,

che intendeva valorizzare le opere più importanti del territorio figlinese e

di quelli limitrofi fra XIII e inizi del XV secolo. Con il medesimo intento, la

mostra del 2013 presenta nelle sale del Palazzo Pretorio di Figline Valdarno

venticinque opere di pittura e scultura fra Quattro e Cinquecento, con l’aggiunta

di una miniatura del museo della Collegiata proveniente dalla Confraternita

locale di San Lorenzo. Il percorso espositivo sottolinea l’esistenza

sul territorio di interessanti pale d’altare che rivelano non solo una qualità

degna di chiese cittadine, ma anche la presenza di committenze importanti

e significative.

Di grande interesse il ritorno in Valdarno, per l’occasione, di un’opera di

Paolo Uccello dal Museo fiorentino di San Marco, opera che in origine faceva

da predella ad una perduta Annunciazione della chiesa di Santa Maria

in Avane a Cavriglia e sulla quale recenti studi hanno fatto emergere novità,

illustrate in catalogo.

Testimonianze locali della cultura ghirlandaiesca sono presenti in mostra nei

due Angeli di Bartolomeo di Giovanni che dal XV secolo riquadravano la più

antica Maestà del Maestro di Figline nella Collegiata, ma anche nella pala con

la Madonna e santi di Sebastiano Mainardi proveniente da Cappiano (Incisa)

e nel frammentario affresco della medesima mano; inoltre riappaiono, declinati

con accenti diversi e forse stranieri, nella bella e poco conosciuta tavola

di Castelnuovo dei Sabbioni, proveniente dalla vecchia chiesa di San Donato.

Anche l’arte di Botticelli evoca suggestioni a Figline, non documentate in mostra,

ma evidenti nell’itinerario cittadino che comprende, fra l’altro, la pittura

murale con la Madonna della Cintola in San Francesco e gli inediti affreschi

dell’Oratorio della Compagnia della Visitazione attiguo alla chiesa francescana

che presentano un ciclo mariano di grande interesse. L’itinerario include

pitture e opere di grande interesse artistico presenti in città che, per ragioni di

spazio e di sicurezza, sono rimaste nelle loro sedi originarie, ma ugualmente

valorizzate dal catalogo della mostra.

In rapporto con i due Angeli figlinesi attribuiti a Bartolomeo di Giovanni,

arriveranno dalla Galleria degli Uffizi due scomparti di predella con Storie

di san Benedetto, della medesima mano, cronologicamente e stilisticamente

vicine alle opere figlinesi.

L’esposizione sarà anche l’occasione per conoscere tavole poco note, come

la pala del Brollo o l’Annunciazione di San Romolo a Gaville. Quest’ultima,

nelle sale del Palazzo Pretorio, si ricongiungerà con altre due opere inedite

provenienti dalla medesima chiesa, restaurate per l’occasione dal Comune

di Figline Valdarno: un San Sebastiano in terracotta che presenta caratteri stilistici

tra Jacopo Sansovino e Francesco Rustici e un Crocifisso ligneo attribuito

a Antonfrancesco Bugiardini, collaboratore di Baccio di Montelupo. Altri

crocifissi presenti in mostra testimonieranno stili e destinazioni liturgiche

differenti, ma un medesimo filone devozionale sempre presente a Figline.

Con questa esposizione si intende evidenziare anche la presenza in

quest’area di culture pittoriche non fiorentine, come quella umbra di

Giovanni di Papino Calderini, artista figlinese con cui è stato identificato

il Maestro della Madonna del Ponterosso, che a sua volta derivò il nome

dall’affresco peruginesco raffigurante la Madonna con il Bambino, presso il

Santuario omonimo a Figline. E lo stesso Perugino aveva realizzato per una

chiesa del Valdarno una tavola di gran pregio, la Madonna e santi oggi al

Kunsthistorisches Museum di Vienna.

In mostra anche l’Ultima cena di Vasari, ora presso Villa San Cerbone, proveniente

dalla collezione Serristori formatasi nello Spedale figlinese a partire

dal 1689, dove la tavola giunse proprio dall’ultimo discendente di Giorgio

Vasari, nel 1691: collezione dalla quale provengono anche le quattro Allegorie

vasariane che per la prima volta fanno ritorno a Figline, grazie al cortese

prestito dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

Tavole di Ridolfo del Ghirlandaio, Mariotto Albertinelli e Gerolamo Macchietti

documentano infine l’arte del Cinquecento sul territorio figlinese e limitrofo:

opere che testimoniano l’elevato livello qualitativo del territorio che la mostra

intende valorizzare e proporre all’attenzione dei visitatori, locali e forestieri.

 

Città di Figline – Assessorato alla Cultura

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 22 Ottobre 2013 14:31 )  

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