17 ottobre 2025

OBCT si unisce alle organizzazioni per la libertà di stampa firmatarie nel condannare fermamente l’attacco dinamitardo contro uno dei più influenti giornalisti investigativi italiani e la sua famiglia. Accogliamo con favore l’avvio di un’indagine da parte della Direzione Investigativa Antimafia e chiediamo una valutazione urgente dell'efficacia delle misure di protezione a favore del giornalista
Il 16 ottobre 2025, intorno alle 22:00, una bomba contenente 1 kg di esplosivo è esplosa vicino all'auto del giornalista della RAI Sigfrido Ranucci a Pomezia, vicino a Roma. La bomba è esplosa 20 minuti dopo che la figlia di Ranucci aveva parcheggiato l'auto. Nessuno è rimasto ferito nell'attentato, che ha danneggiato i due veicoli e una casa vicina.
Ranucci è da tempo conduttore di Report, il programma d'inchiesta trasmesso su Rai 3, noto per i suoi approfondimenti sulla corruzione e la criminalità organizzata. Negli ultimi anni è stato oggetto di numerose minacce e intimidazioni. Nel 2010 gli è stata concessa la protezione della polizia, rafforzata nel 2021 a seguito delle minacce ricevute dall'organizzazione mafiosa N'drangheta.
"L'estate scorsa abbiamo trovato due proiettili di P38 fuori dalla nostra casa. Da allora, negli ultimi mesi si sono verificate una serie di situazioni insolite, a cominciare dal tentativo di screditarmi", ha dichiarato al Fatto Quotidiano . All'inizio di quest'anno, Ranucci è comparso davanti al Parlamento europeo, dove ha denunciato di essere stato sorvegliato dai servizi segreti italiani.
A seguito dell'aggressione, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha dichiarato di aver dato istruzioni per rafforzare "al massimo" la protezione del giornalista. Al giornalista sono stati forniti un'auto blindata e una scorta armata, come lui stesso ha annunciato all'uscita dagli uffici dei Carabinieri, dove aveva sporto denuncia. I partiti dell'opposizione hanno sollecitato la Commissione Antimafia del Parlamento a concedere un'audizione urgente a Ranucci, al fine di acquisire la sua posizione sul caso.
Ranucci è entrato a far parte dell'emittente pubblica RAI nel 1991 e ha dedicato gran parte della sua carriera al giornalismo d'inchiesta. Recentemente ha denunciato le crescenti difficoltà nel praticare il giornalismo d'inchiesta in Italia, soprattutto alla Rai. Ha spesso sottolineato le tensioni con la direzione dell'emittente pubblica e con il governo, che alla fine sono culminate in una serie di azioni legali vessatorie e misure disciplinari nei suoi confronti.
Ha anche denunciato che quattro puntate del suo programma d'inchiesta Report sono state tagliate da parte della direzione della Rai, una decisione senza precedenti in trent'anni di storia del programma.
Alessandra Costante, segretaria generale del sindacato dei giornalisti italiani, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha affermato che l'attacco a Sigfrido Ranucci ha "fatto regredire la democrazia in Italia di diversi decenni": "È un attentato non solo al collega di Report, ma alla libertà di informazione, all'articolo 21 della Costituzione, ai basilari principi della convivenza civile e di democrazia. La FNSI chiede che venga fatta rapidamente chiarezza su quanto accaduto. L'attentato a Ranucci mostra un salto di qualità nelle azioni contro il giornalismo", ha aggiunto.
Il comitato editoriale di Rai Approfondimento ha convocato per oggi alle ore 12 una riunione dei redattori nella sede della Rai. Seguirà alle ore 16 un sit-in organizzato dalla FNSI, dall'Usigrai e dalla Stampa Romana insieme ai colleghi di altre redazioni.
Siamo al fianco dei nostri partner italiani nell'esprimere solidarietà a Sigfrido Ranucci e alla più ampia comunità giornalistica in Italia. Questo attacco è particolarmente preoccupante in quanto coincide con l'anniversario della morte della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia, che ha perso la vita in un attentato dinamitardo il 16 ottobre 2017.
Le organizzazioni firmatarie condannano fermamente il tentato omicidio di un giornalista, che costituisce un attacco diretto alla libertà dei media, e chiedono con urgenza un'indagine approfondita per garantire che i responsabili siano identificati e assicurati alla giustizia.
Firmato:
European Federation of Journalists (EFJ)
Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa (OBCT)
International Press Institute (IPI)
European Centre for Press and Media Freedom (ECPMF)
ARTICLE 19 Europe
Free Press Unlimited (FPU)
International Federation of Journalists (IFJ)
Questa dichiarazione è stata prodotta all'interno del progetto Media Freedom Rapid Response (MFRR), un meccanismo a livello europeo che traccia, monitora e risponde alle violazioni della libertà di stampa e dei media negli Stati membri dell'UE e nei Paesi candidati.
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|






