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Redazionale: riflessioni su propaganda e immigrazione

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Con la destra al governo, ritorna l'emergenza migranti e la battaglia contro le ONG. La scorsa notte, al porto di Catania, abbiamo assistito alll'applicazione della nuova strategia del governo: lo sbarco selettivo di donne, bambini e malati, mentre Salvini oggi tuona dicendo che quelli delle ONG sono da considerarsi viaggi organizzati e sono dunque "da stroncare".
Non potendo in questo breve articolo affrontare tutte le questioni concernenti il tema dell'immigrazione, vorremmo affrontare la propaganda che il governo ha messo in atto in questi giorni, per evidenziane le semplificazioni e le storture, volte a inquinare il dibattito pubblico e a giustificare scelte che potrebbero, a lungo andare, pregiudicare ogni intervento costruttivo in questo campo.

Dati alla mano, infatti, l'attacco alle ONG appare come del tutto strumentale e artificioso. Se è vero che dall'insediamento del governo Meloni il numero di sbarchi è considerevolmente aumentato (9,000 arrivi, contro il 1.776 dello stesso periodo dello scorso anno), bisogna considerare che la maggior parte di essi avvengono grazie all'intervento della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza, organi che hanno il preciso compito istituzionale di salvare le persone disperse in mare. 
Abbiamo dunque a che vedere con un ovvio doppio standard, dovuto sia a motivi propagandistici che pratici. Il contrasto all'immigrazione clandestina è da sempre uno dei cavalli di battaglia di una destra che, in questo momento, ha bisogno di mostrarsi forte e di legittimarsi di fronte al proprio elettorato, e che dunque ricorre immediatamente allo spauracchio delle ONG, bersagli facilmente incolpabili. Ma quando si tratta delle operazioni di salvataggio condotte dalle forze istituzionali, il discorso cambia: già le vicende passate (come il caso Diciotti, la nave della Guardia Costiera che venne bloccata a largo di Lampedusa nel 2018, e per cui Salvini è ancora sotto processo) hanno dimostrato che il nostro ordinamento non consente di fermare le operazioni di tali organi, e che è dunque molto più conveniente "metterle sotto il tappeto", facendole passare in sordina.

Occorre poi ricordare che, oltre ad attaccare associazioni che compiono il dovere morale e umano di salvare vite in mare, questa retorica ha un effetto palese sulla pelle di uomini, donne e bambini indeboliti e marginalizzati, colti in un momento di disperazione e attaccati per fini politici e propagandistici. La retorica di destra, infatti, non si pone il problema di trovare una gestione razionale di un fenomeno che ha profonde radici storiche, ma si alimenta di un pensiero magico secondo il quale queste persone dovrebbero semplicemente sparire, assieme a tutti i supposti problemi che essi portano. Ogni esperienza di accoglienza, sia pure di successo, diventa dunque essa stessa un problema, in quanto dimostra che l'integrazione di queste persone è faticosa ma possibile. Si preferisce quindi dire che, essendo i migranti salvati da navi che battono bandiera tedesca o norvegese, siano quei paesi a doversi prendere carico di essi, ignorando sia l'impossibilità tecnica di compiere un viaggio dalle coste della Libia fino a quelle del Mare del Nord in quelle condizioni, sia la responsabilità umanitaria di portare quelle persone a terra, che deve precedere ogni ridistribuzione delle stesse sul territorio europeo. 

Infine, se è vero che negli ultimi anni la tanto decantata solidarietà europea si è dimostrata carente nei riguardi della migrazione, dobbiamo anche precisare che i paesi più reticenti a ogni distribuzione sono proprio quelli (come Ungheria e Polonia) in cui oggi il nostro governo riconosce i propri più stretti alleati, mentre paesi come Francia e Germania si sono dimostrati disponibili anche in questi giorni ad accogliere una parte dei migranti salvati dalle ONG, pur di mettere fine a un blocco in mare contrario a ogni legge internazionale e, diremmo noi, persino al buon senso.
Quel che ci chiediamo è se, operando in questa maniera, l'Italia non si stia pregiudicando l'aiuto di questi paesi,cercando invece l'appoggio da nazioni che mai accetteranno una ridistribuzione o di dare una mano in qualsiasi maniera.

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 07 Novembre 2022 12:25 )  

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