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Redazionale: gli scontri alla Sapienza di Roma

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Durante il suo lungo discorso alle Camere, la presidente del consiglio Meloni ha voluto esprimere un "moto di simpatia" anche per coloro che scenderanno in piazza contro le politiche del nostro governo", esortando i giovani a impegnarsi politicamente ed a essere "folli, affamati e liberi". Dopo tutte le polemiche e le richieste di presa di distanza dalle frange fasciste del partito e della sua area politica, l'intento di queste parole è chiaro: trovare una legittimazione democratica lodando l'impegno politico di coloro che si trovano all'opposizione. 
Purtroppo per la premier, però, questo tentativo è stato immediatamente smentito dai fatti: nello stesso momento in cui in Parlamento si teneva il voto di fiducia, alla Sapienza la celere e la Digos caricavano un gruppo di studenti che protestava contro un convegno organizzato dal collettivo di destra Azione Universitaria, con ospiti Daniele Capezzone (ex portavoce di Forza Italia) e Fabrizio Rosati (neo-deputato di Fratelli d'Italia). Si trattava di una contromanifestazione organizzata dal Collettivo di Scienze Politiche, volta a protestare contro la chiusura degli spazi per tale congresso e soprattutto contro il doppio standard che l'università romana sembra aver assunto nell'ultimo periodo: come riporta lo stesso Collettivo, la rettrice non ha concesso aule a un incontro sul Kurdistan che doveva vedere la presenza, tra gli altri, di Aminah Kakabaveh (parlamentare curda svedese di cui il governo turco ha illegalmente richiesto l'estradizione) proprio per "garantire anche le posizioni della Turchia ed evitare incidenti diplomatici". Secondo i dirigenti dell'università, dunque, si tratta di un problema di assenza di contraddittorio. Tale problema, però, non si è posto nel caso del convegno di AU (incentrato sul tema del "capitalismo buono"), né quando l'università ha invitato l'ex senatore Pillon ad un convegno sul tema della bioetica tenuto dalla professoressa di Filosofia del Diritto Laura Palazzani, di posizioni antiabortiste come l'esponente leghista. Anche in quel caso l'università non si preoccupò del fatto che il convegno non includesse voci favorevoli all'autodeterminazione femminile e alla libertà di scelta. 
Gli scontri alla Sapienza hanno ottenuto risonanza nazionale grazie sopratutto alla coincidenza con il discorso per la fiducia, e le reazioni del mondo politico non si sono fatte attendere: se l'ex premier Conte. durante il suo intervento in Parlamento, ha parlato di "immagini da brividi", le forze della destra di governo, prima nella persona di Salvini e poi in quella della neo-ministra per l'università Anna Maria Bernini, si sono schierate immediatamente dalla parte della rettrice e della celere, sostenendo la versione (negata dal Collettivo, che rivendica solo il tentativo di attaccare degli striscioni alle grate che bloccavano l'ingresso in università) secondo la quale gli studenti avrebbero cercato di entrare dentro l'aula per interrompere con la forza il convegno.  

Come sempre in questi casi, la dinamica non è chiara, e le diverse parti sostengono versioni diverse dell'accaduto, sia per sincerità o per fini politici. Quel che è chiaro è che non c'è stato alcun "moto di simpatia" verso i giovani manifestanti, e che le parole di Meloni siano state vuote, smentite immediatamente dai fatti.
La destra ha ormai assunto la posizione del moderato e della vittima, da cui può tacciare di violenza e di estremismo le proteste di sinistra (questa è la posizione presa dal presidente di AU, in un'intervista successiva ai fatti). E se possiamo concedere che le manifestazioni dei collettivi universitari siano spesso concitate, bisogna anche ricordare che, da parte della destra. la violenza è insita nei contenuti di convegni dove si portano avanti posizioni antiabortiste e contro il welfare state e nelle politiche volte alla limitazione dei diritti alla chiusura degli spazi sociali, denunciate ormai da anni da collettivi e associazioni di tutto il territorio nazionale. E' a questo tipo di violenza che i manifestanti si rivolgono, violenza sistemica e istituzionalizzata che è sempre stata presente, ma che trova nel nuovo clima politico un ambiente favorevole alla sua crescita e al suo rafforzamento. 

 

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 26 Ottobre 2022 10:38 )  

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