Si inaugura a Firenze, il 2 marzo alle ore 18.30 in via de'Pilastri 43/r, la Camera Popolare del Lavoro: un luogo di incontro e dibattito, ma anche di sostegno concreto e di organizzazione politica per i lavoratori per i quali il precariato è una costante di vita quotidiana, con un'iniziativa sui vouchers.
Il voucher è stato inserito con la legge Biagi nel 2003 durante il governo Berlusconi come pagamento per lavori occasionali, limitato a lavori agricoli di breve durata (come le vendemmie) e pensato per studenti e pensionati, con un limite di 5000 euro per lavoratore. Nel 2012 la legge Fornero del governo Monti ha esteso la possibilità dell'utilizzo del voucher a tutti i tipi di lavoro e di lavoratori. Nel 2015 il Jobs Act ha portato a 7000 € il limite massimo.
I voucher possono avere valore di 10, 20 e 50 €. Il voucher più usato è quello dal valore lordo di 10 € e netto di 7,50 € (2,50 sono trattenute che coprono la quota assicurativa INAIL e contributi e spese di gestione INPS), che, nel migliore dei casi, rappresenta il costo di un'ora di lavoro, meno di un qualunque CCNL. Il loro acquisto può avvenire per via telematica, presso gli uffici postali, presso le tabaccherie autorizzate o presso sportelli bancari abilitati.
L'idea originaria intendeva far emergere lo sfruttamento del lavoro nei campi, quasi sempre lavoro nero, ma con le modifiche e le integrazioni successive è diventato il metodo di sfruttamento legale più diffuso: con il voucher il datore di lavoro non ha obblighi di legge, e il lavoratore nessuna tutela perché non esiste un contratto che regolamenti i rapporti. Con questo metodo il lavoratore perde tutti i diritti acquisiti in anni di lotte sindacali e sociali, e impossibilitato ad organizzare e riunire forze lavoro per l'individualità che viene a crearsi, una solitudine indotta e giustificata.
A gennaio scorso è stato approvato dalla Corte Costituzionale il referendum proposto dalla CGIL per l'abrogazione dell'uso dei voucher. Landini, segretario della FIOM, da tempo sostiene che i voucher vanno aboliti, e dice: "Vorrei far notare che in Europa i voucher non esistono. Mentre noi abbiamo altri contratti da applicare: a termine, stagionali, internali. Rapporti di lavoro veri che riconoscono contributi e diritti. Non è solo una questione di abuso. Con i voucher stiamo capovolgendo i diritti delle persone: il lavoratore diventa merce".
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