Firenze - Reparti antisommossa della polizia caricano per tre volte i manifestanti davanti alla Prefettura in via Cavour. Il presidio di protesta indetto dal Movimento di Lotta per la Casa e dai rifugiati politici somali, in vista della rie del tavolo per l'Ordine e la Sicurezza di stamani, per chiedere una sistemazione dignitosa e non provvisoria dopo la morte di Alì Muse nell'incendio all'ex-Aiazzone. Alla rie, in corso, non sono stati ammessi i giornalisti né i rappresentanti dei rifugiati politici.

Da tempo, i circa 120 rifugiati lottano contro il sistema affaristico di gestione dell'accoglienza, che specula e si arricchisce sulla pelle dei migranti. Da circa due anni avevano trovato riparo nel capannone dell'ex-Aiazzone, dopo lo sgombero dall'occupazione di via Slataper. Un rifugio reso ancora più precario ed insicuro dal distacco dell'elettricità, in virtù dell'art. 5 del cosiddetto Decreto Lupi, che condanna all'irregolarità ed all'insicurezza chi occupa per necessità.
Le porte delle istituzioni, dunque, restano chiuse. Una delicata questione sociale continua ad essere affrontata in termini di ordine pubblico, confermando le accuse di chi grida: "Alì Muse ucciso dallo Stato". Il gruppo dei ragazzi somali sottolinea l'ingiustizia di fronte al fatto che non sono ancora riusciti a seppellire il corpo del loro compagno Ali, in un Comune che dia loro la disponibilità.
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|






