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Arrivo a Norcia a metà mattinata il giorno dopo la scossa di magnitudo 6.5! La giornata è bella ma solo meteorologicamente. La piazza all'ingresso della città è stata adibita a Centro Operativo Comunale, è da qui che si coordinano tutte le operazioni di soccorso. Tutto il centro storico è stato decretato "zona rossa" quindi interdetta all'ingresso di chicchèssia! Entrano solo i Vigili del Fuoco, per recuperare cose che servono alle persone sfollate. In qualche caso accompagnano chi deve recuperare qualcosa. Solo cose fondamentali come medicinali a terapia continua, armi, presidi medici specifici. Tutto è spettrale, gli unici rumori sono quelli di calcinacci fatti cadere da nuove scosse di terremoto o da gatti che sono i padroni della città!
Lungo le mura di Norcia ci sono ampi squarci, mura spesse anche un metro cadute sotto la violenza del terremoto, anche il campanile è semidistrutto, una campana è stata scaraventata a qualche decine di metri di distanza. Qualche televisione straniera si è appostata strategicamente con l'obbiettivo puntato sul campanile, probabilmente con l'intento di immortalare in diretta il crollo del campanile sotto l'effetto dell'ennesima prossima scossa. Nonostante sia passato solo un giorno a Norcia sono già arrivati giornalisti e troupes televisive da tutta Europa, e oltre, incontro anche una giornalista con un microfono con ideogrammi arabi, è di Al Jazeera!


Fuori Norcia, tutte le frazioni sono state decretate "zona rossa" quindi interdette, anche il cimitero non ha retto alle sollecitazioni delle scosse e l'eterno riposo dei defunti turbato, alcune bare sono state sbalzate fuori dai loculi!
Per avere qualsiasi tipo di informazioni è necessario andare al Centro Operativo Comunale, qui assisto al braccio di ferro tra esponenti della macchina dei soccorsi e popolazione! Motivo del contendere il trasferimento negli alberghi del lago Trasimeno, a Passignano, Tuoro, Magione. Ma nulla la "gente" non se ne vuole andare, vogliono restare lì, vogliono ke tende! Dopo una lunga contrattazione ottengono le tende comuni, grandi da circa 70 persone, che sono più facili da riscaldare. Immagino un grande tendone dove per un periodo indefinito dovranno mangiare, dormire, riposare, ripararsi dalle intemperie 70 persone tutti insieme sempre!
Ho visto volti provati, ho ascoltato storie mangiato con loro in uno di questi tendoni. Difficile trovare la sintesi, una situazione davvero complicata, persone normali che devono frugare fino in fondo a se stesse per trovare la forza di andare avanti.
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