Di Ivan De Stefano
1.Egregio Presidente piacere di conoscerla, da quanto ricopre questo incarico per la Fondazione?
“La Fondazione è stata costituita dallo scrivente Paolo Del Bianco nel 1998 in base ad attività avviate nel 1991. La Fondazione è stata dedicata a mio padre Romualdo Del Bianco in sua memoria. Io sono il Presidente fin dalla sua costituzione”.
2. Può approfondire gli obbiettivi che si propone la Fondazione per il 2016 e con quali finalità?
“La Fondazione promuove varie attività tutte orientate al dialogo tra culture. Il nostro impegno è favorire l’esercizio al dialogo tra culture a livello di massa. Le nostre attività sono riconducibili a queste aree tematiche: abbigliamento (con convegni biennali “Costume Colloquium”), alimentazione (incontri tra giovani studenti sul tema “Saperi e Sapori”), espressioni culturali e patrimonio naturale e culturale (esperienze su: cambiamenti climatici, cultura tangibile con progetti e iniziative per la sua tutela e valorizzazione creando opportunità di fruizione del patrimonio per il dialogo tra culture); patrimonio culturale intangibile con numerosi lavori sulle tradizioni popolari (nel 2016, un convegno sul Carnevale nel Mondo); religioni.
3. Come si sono sviluppati questi scambi Culturali e valoriali con il Giappone ed in particolare con la città di Yamagata?
“Ormai dal 1996-1997 abbiamo rapporti personali con amici a Kyoto, in particolare la famiglia Tsuji, che gestisce Kyokane, un’attività strettamente legata al tema della tradizione giapponese. Il rapporto è stato così intenso che una sala di Palazzo Coppini (la sede fiorentina della Fondazione) è stata dedicata ad Arimitsu Tsuji. Sua figlia, Hoshino Tsuji, oggi è membro del Consiglio della Fondazione e la stessa rappresenta la Fondazione in Giappone. Lei stessa ci ha messi in contatto con la regione Yamagata ove andremo il prossimo anno”.
4. Con quali Paesi esteri sviluppate progetti internazionali di studio e ricerca?
“Attività di sviluppo di relazioni interculturali vengono svolte con 83 diversi Paesi (elenco completo in basso ndr)”.
5. Oggi molti Paesi emergenti sono interessati a scambi culturali e progetti di formazione con l’Italia, a tal proposito la Fondazione con quali Paesi esteri sarebbe interessata a collaborare per nuovi scambi culturali?
“Siamo interessati a promuovere nel mondo attività formative per favorire il dialogo tra culture e a portare nel mondo ‘Life Beyond Tourism’ che stiamo già insegnando alla Josai University (alla quale siamo stati presentati dal professor Masanori Aoyagi) e alla Toyo University. ‘Life Beyond Tourism’ verrà insegnato all’Università di Baku in Azerbaijan dal prossimo aprile. Quelle che abbiamo appena indicato sono tutte nazioni che credono nel turismo e che intendono investire in questo ambito. ‘Life Beyond Tourism’ è infatti una disciplina molto nuova e che vuole promuovere un nuovo modo di viaggiare, oltre il turismo mordi e fuggi, per la conoscenza reciproca e la pace fra i popoli. Il nostro interesse principale è sviluppare scambi prevalentemente con Paesi che abbiano una forte vocazione per il patrimonio intangibile come appunto il Giappone”.
6. Mi conferma che una valorizzazione culturale di un territorio può avvalorarne anche gli aspetti commerciali ed economici?
“Certamente, questo fa parte proprio dell’insegnamento di ‘Life Beyond Tourism’ che rappresenta un nuovo modo di vedere la vita: non più turismo egocentrico, ma il viaggio altruista, il viaggio per donare noi stessi - con il nostro tempo e denaro speso per il viaggio - alla comunità internazionale per impegnarci per favorire conoscenza e esercizio al dialogo tra culture in un mondo che sta crescendo verso i 10 miliardi di abitanti”.
7. Secondo lei si possono attrarre investimenti stranieri nella cultura italiana?
“Certamente, l’Italia è un ottimo Paese in cui investire”.
8. In conclusione, ringraziandola per la sua disponibilità, può darci una sua impressione globale dell’Italia in questo momento di crisi economica Europea?
“L’Italia sta cambiando rotta. L’attuale Governo ha fatto passi importanti e sta rendendo all’Italia quella dignità che l’anziana mentalità dei suoi predecessori aveva messo in ombra”.
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