Scandicci (Fi) - Salta la presentazione del libro "Voglio la mamma. Da sinistra, contro i falsi miti di progresso", prevista per domani al teatro Aurora. Sembra che l'autore Mario Adinolfi, esponente "teocon" noto per le sue prese di posizione spesso provocatorie sui temi della famiglia, dell'aborto e dell'omosessualità, abbia deciso di rinunciare dopo l'annuncio del presidio di contestazione in Piazza della Resistenza, in difesa della libertà e dell'autodeterminazione. «Oggi - spiegano gli organizzatori del presidio - anche gli psichiatri che fino a non troppo tempo fa definivano l'omosessualità una malattia sono costretti ad ammettere la realtà delle cose: esistono forme alternative alla famiglia tradizionale che devono avere piena legittimità. Sia perché l'amore non ha genere e orientamento, sia perché - al contrario di cosa afferma Adinolfi - caratteristiche genitoriali come ad esempio autorevolezza (generalmente attribuita agli uomini) e sensibilità (alle donne) sono in realtà presenti in ognuno di noi al di là del sesso di appartenenza. E' quindi la società fondata sulla famiglia patriarcale e il potere dell'uomo che ha creato queste distinzioni, funzionali a una divisione dei ruoli basata su stereotipi».
La quarta di copertina del libro definisce l'autore come un «intellettuale controcorrente che compie un viaggio con al centro la figura della donna e l'esaltazione della maternità», facendosi accompagnare da Pasolini e De André. Tuttavia, hanno suscitato non poche polemiche le sue dichiarazioni ai microfoni de La Zanzara su Radio24: «La moglie sottomessa cristiana è la pietra fondante, la pietra su cui si edifica la famiglia. Sottomessa significa messa sotto, cioè la condizione per cui la famiglia possa esistere. Una donna mite. E sottomessa non significa che non c'è la parità, sono due cose diverse».
Mario Adinolfi è un punto di riferimento delle "Sentinelle in piedi", gruppi informali nati in opposizione al ddl anti-omofobia ed a difesa della famiglia tradizionale, contrari all'adozione da parte delle coppie omosessuali, alla fecondazione eterologa, alle unioni civili e noti anche per la presenza di esponenti di gruppi neo-fascisti alle loro iniziative. Da ex parlamentare cattolico del PD, secondo molti, Adinolfi si candida a nuovo leader degli ultra-cattolici. Ha fondato, «Con l'aiuto di Dio e con lo sguardo benevolo di Maria Vergine» un nuovo movimento politico, "Il popolo della famiglia", che si candiderà alle prossime amministrative.
L'armamentario ideologico è quello del conservatorismo cattolico più intransigente: dalla contrarietà all'eutanasia, alla fecondazione assistita ed alla stepchild adoption, vista come una legalizzazione dell'utero in affitto, al no alla pillola abortiva ed all'uso dei preservativi. Insomma, un bel salto nel medioevo... Addirittura Adinolfi è contrario anche alla legge sul cognome materno. Altri pericoli proverrebbero dalla «propaganda transessuale» e dalla fantomatica «teoria gender», ovvero quel neologismo coniato in ambienti cattolici che travisa le spiegazioni della disuguaglianza sociale tra uomo e donna prodotte dagli studi di genere, per ipotizzare una sorta di complotto omosessuale ai danni della famiglia tradizionale.
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