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Renzi alla Leopolda: annunciate contestazioni

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Sono molte le iniziative di opposizione lanciate dai movimenti per "accogliere" il capo del goverdo e segretario PD Matteo Renzi, di ritorno a Firenze in occasione della tre giorni alla Leopolda. Confluiranno nella manifestazione cittadina di sabato 12 dicembre.

Presidio degli studenti.
Venerdi 11 dicembre, alle ore 15, gli Studenti contro il nuovo ISEE annunciano un presidio di contestazione al Polo Universitario di Novoli, dove Renzi interverrà ad un convegno organizzato dal Dipartimento di Economia. Gli studenti – impegnati ormai da ottobre nella mobilitazione per il diritto allo studio, culminata con l'occupazione dello "Studentato autogestito" di via Ponte di Mezzo – contestano la responsabilità del governo nella riforma del calcolo ISEE, che ha ridotto l'accesso a borse di studio e alloggi universitari.
La protesta avverrà pochi giorni dopo la "Conferenza regionale sul diritto allo studio" del 2 dicembre, che ha lasciato profonda insoddisfazione a causa del ridimensionamento, da parte della Regione Toscana, della "borsa servizi straordinaria" destinata agli esclusi.
Nel volantino si ribadisce anche la contrarietà alle politiche di aziendalizzazione che favorisco «la nascita di un'università sempre più costosa e quindi inaccessibile alle fasce più povere, un'università sempre più privatizzata, sempre meno critica ed aperta, dominata dalla logica del profitto, dalla dittatura del merito e dagli stage non retribuiti». Ma si contestano anche i tagli al welfare e la riforma del mercato del lavoro, che «distruggono i diritti sociali: dal diritto all'istruzione a quello alla casa, passando per il diritto alla salute fino ai diritti dei lavoratori».

Corteo cittadino.
Sabato 12 dicembre si prevede un'alta partecipazione al corteo di opposizione sociale che partirà nel primo pomeriggio da piazza San Lorenzo allo slogan di «Via Renzi e il PD da Firenze!». Ampio anche il fronte degli organizzatori che raccoglie numerose realtà politiche cittadine tra centri sociali, sindacati di base, collettivi studenteschi, partiti e comitati.
Contestata l'intera politica governo che – si legge nella piattaforma di lancio – «Sta ormai portando avanti da anni una guerra contro le classi più deboli che spazia su tutti gli aspetti della nostra vita». Dunque, si riverseranno in una sola piazza tutte le istanze e rivendicazioni che hanno animato le lotte sociali degli ultimi anni, ribadendo il forte NO! alla guerra ed alla Nato, alla "Buona Scuola", al "Jobs Act", all'accordo di rappresentanza ed al "Piano Casa".
Si manifesterà anche «Contro i grandi eventi e la corruzione, per un uso delle risorse economiche a favore delle classi più deboli; contro la privatizzazione e la svendita del patrimonio pubblico ai privati pur di fare cassa; contro inceneritore, aereporto e Tav in difesa della nostra salute e del nostro territorio; contro il Piano casa e l'articolo 5 in difesa del diritto all'abitare; contro la repressione e tutte le norme liberticide».
«Renzi non si senta a casa, ma anzi personaggio indesiderato proprio nella città che ha deciso di trasformare nel cuore pulsante del suo "sistema renziano"» è il monito degli organizzatori. Grande spazio anche all'antifascimo e antirazzismo per ricordare le stragi nere di piazza Fontana (Milano 1969) e piazza Dalmazia, quest'ultima avvenuta proprio a Firenze nel 2011, quando un militante dell'organizzazione neofascita Caspuond, Gianluca Casseri, uccise a colpi di pistola Samb Modou e Diop Mor.

Presidio contro le nocività.
Sempre venerdì 11, l'Assemblea per la Piana contro le Nocività annuncia un nuovo presidio, questa volta alle 10 di mattina, davati alla sede dell'ARPAT in via Ponte alle Mosse, per protestare contro l'assenza di centraline per il controllo della qualità dell'aria nella piana di Firenze, dove dovrebbero sorgere l'inceneritore ed il nuovo aeroporto. La protesta si inserisce anch'essa nella mobilitazione contro le «politiche dannose del governo Renzi».

Nuova occupazione del Movimento di Lotta per la Casa.
Il clima di mobilitazione si respira già dalla giornata di martedi 8, con il Movimento di Lotta per la Casa che è tornato ad occupare: «circa cinquanta famiglie si sono riappropriate del diritto alla casa negato loro dalle istituzioni, occupando un palazzo vuoto da tempo di proprietà di una grande immobiliare in viale della Toscana, dietro gli uffici della Regione». Nelle scorse settimane, il movimento aveva richiesto «l'immediato blocco degli sfratti e degli sgomberi, l'abolizione dell'articolo 5 e soprattutto la requisizione delle centinaia di case sfitte lasciate a marcire dalle grandi proprietà». Oggi, gli attivisti accusano il prefetto di aver fatto orecchie da mercante e di non volere fare fronte alla crisi sociale degli sfratti e dell'emergenza abitativa, denunciando anche l'assenza di Comune e servizi sociali. «L'occupazione – dicono – vuole anche essere il benvenuto della lotta per la casa al premier Renzi. Il premier della precarietà, degli sgomberi e dei manganelli vedrà certo schierarsi quella parte di città che tutti giorni si organizza per contrastare le politiche di sacrifici che a Firenze abbiamo conosciuto bene». Ma è subito tensione con le forze dell'ordine: dopo un primo tentativo di sgomberare le famiglie, sostenute dal presidio di solidarietà radunatosi sotto l'edificio, questa mattina sono tornati camionette e reparti antisommossa, bloccando l'accesso all'edificio e sgomberando gli occupanti saliti sul tetto. Il Movimento ha reagito con un corteo selvaggio per il quartiere di Novoli e lanciando una manifestazione alle ore 18 in piazza della Repubblica. La rabbia è tanta: «Più di cento poliziotti schierati, molte le provocazioni. Comune assente. Il servizio sociale ha offerto 5 posti letto a fronte di 48 nuclei sgomberati! Una vergogna senza limiti. La lotta e appena iniziata!».

Scipero Ataf.
Anche i lavoratori dell'Ataf si preparano alla mobilitazione con lo sciopero di 24 ore indetto per il 12 dicembre dalla RSU, contro il peggioramento delle condizioni di lavoro e del servizio offerto dall'azienda di trasporto pubblico privatizzata proprio quando Renzi era sindaco. «È proprio il 12 dicembre, l'artefice di questo disastro, Renzi e il suo Partito Democratico, saranno per l'ennesima volta a pavoneggiarsi alla "sua Leopolda". Noi come Cobas andremo, insieme alla tante realtà di opposizione cittadine, a ricordargli tutto questo partecipando alla manifestazione cittadina».

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 27 Giugno 2017 18:24 )  

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