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FRANCESCO ...DIETRO LE QUINTE

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Il Papa a Firenze… dietro le quinte.

Si è parlato molto, e si parlerà ancora della visita a Firenze di Papa Francesco. Una bella giornata di festa e di giubilo, anche il cielo ha salutato benevolmente questa giornata facendo omaggio del suo azzurro e baciando con i raggi di un caldo sole novembrino.

Come avrete capito dal titolo e dalle prime frasi voglio offrirvi una visione di questo evento da dietro le quinte, andando a curiosare su alcuni aspetti, poco noti, dell’imponente macchina organizzativa che si è attivata per questo giorno. A parte i divieti, le modifiche alla viabilità il potenziamento dei mezzi di trasporto, tutte cose sentite e per qualcuno vissute.

Invece per i più distratti, partiamo dal momento in cui Papa Francesco atterra allo stadio di atletica di Firenze, anzi qualche istante prima, nell’azzurro del cielo ci accorgiamo subito, non foss’altro per il rumore, che gli elicotteri che arrivano sono due! Due? Si due, bianchi, perfettamente uguali, atterrano uno dalla parte di viale Malta, ed uno dalla parte dello stadio. Stupore per i presenti che si sono resi conto, tanto che anche le autorità accorse a dare il benvenuto all’illustre ospite non sanno da che parte dirigersi. Poi ci pensano gli addetti arrivati appositamente dal Vaticano e che portano la scaletta, da cui il Papa scenderà fino a toccare il suolo fiorentino,  a dissipare i dubbi, loro sì sanno con certezza verso quale elicottero dirigersi, e non sbagliano! Stessa cosa alla dipartita del Papa, lasciano il suolo contemporanemente, come se fossero guidati dalla regia delle frecce tricolori, poi uno sorvola l’interno dello stadio, in segno di saluto, l’altro si dirige immediatamente verso sud! Ma perché due elicotteri uguali? Il primo pensiero va ad una eventuale avarìa ma, allora perché non lasciare il secondo parcheggiato all’aeroporto? Allora volano in tandem per depistare eventuali attentatori?

Arriviamo in centro un dispiegamento di forze imponente ma questo è normale. Meno normale che le guardie del corpo che sono venute dal Vaticano, anticipino di un po’ l’arrivo del Papa, scrutano con attenzione a destra e sinistra del percorso, oltre le transenne, e dove notano gruppetti di bimbi o di disabili o di anziani, li sparpagliano, a non meno di tre metri. Con gentilezza ma con fermissima ed ostinata determinazione. Perché non li lasciano uniti? Qualcuno dice per evitare che il Papa si fermi e quindi evitare di ritardare gli impegni, l’agenda è fittissima! Ancora in centro, il Papa a piedi nessuno, neppure il personale di servizio di Polizia o i volontari in servizio può avvicinarsi a meno di 20 metri dal Papa, seppur oltre le transenne il personale del Vaticano blocca tutti. Solo chi, evidentemente selezionato in precedenza, può avvicinarsi ma solo in ambienti chiusi! Eccesso di zelo e massima prevenzione di rischi per la sicurezza?

Ed ora all’evento clou, la S. Messa allo stadio, qui incontro Silvano Martini, un grande esperto di sicurezza di eventi, il migliore, oltre 35 anni di esperienza. Silvano coordina l’ingresso dei fedeli in un intero settore dello stadio, mi dice che le disposizioni sono molto severe, e che in zona palco e retro, non hanno ammesso nessuno, salvo personale del Vaticano e pochi selezionatissimi volontari. Tutto il controllo degli accessi è stato delegato a professionisti, mancanza di volontari o bisogno di maggior sicurezza?

Il gran finale, giro dello stadio e bagno di folla in papamobile, ne ho viste almeno due ma forse tre in giro, tutte uguali anche la targa SCV 001,  più altre due al mattino a Prato, sorge il pensiero che  qualcuno abbia una predilezione per il twin set?

Riflessione: Francesco è il Papa che telefona alle persone, stringe le mani alla gente, bacia i bambini, ma fanno di tutto per tenergli lontano il popolo che lui ama. Chissà quanto dovrà studiarle per eludere questi asfissianti controllori. Eppure il suo predecessore per antonomasia, Gesù, viaggiava accompagnato solo dai suoi apostoli, ma forse i controllori di Francesco sono laici e non lo sanno.  

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