Il loro ultimo “Merriwheather Post Pavilion” è già stato eletto come uno degli album più interessanti di questo
Se sull’album le singole composizioni cercano di avvicinarsi, per quanto possibile, ad un’ embrionale condizione di forma-canzone, dal vivo le cose cambiano assai: i tempi si dilatano, le melodie si aggrovigliano, le parti vocali si fanno lente ed ossessive, il tappetto sonoro incalza frenetico, ai limiti del caos e le ritmiche riconducono verso un tribalismo mistico, surreale.
Spazio quindi alle tracce dell’ultimo album: l’impressione è quella di un festoso carnevale di suoni e colori, dove le composizioni assumono un aspetto diverso, a tratti irriconoscibile: “In The Flowers” stordisce con il suo magma elettrico infuocato, che si scioglie tra rumore e psichedelica, “Also Frightened” viaggia tra melodie polifoniche ovattate, suoni compressi e tam-tam indiani, “Brothersport” prosegue incalzante, snocciolando la sua divertita filastrocca psichedelica e la hit “My Girl” viene accolta con un boato dal folto pubblico, che pare aver ormai eletto questi tre giovani ragazzi americani come nuovi paladini della scena avant-pop.
Assistere ad un live-set degli Animal Collective è un’esperienza che non può lasciare indifferenti: che ci crediate o no, il futuro della musica pop passerà anche dalle loro mani.
Massimiliano Locandro
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