Nel settembre del 2000 il presidente francese Jacques Chirac stava facendo la passeggiata inaugurale per la esposizione "El Mediterràneo" fra quadri di artisti rinnomati come Courbert e Matisse quando all' improvviso si fermò e disse: "Straordinario! Chi è questo pittore? Non lo conosco..." Era Joaquim Mir.
L' aneddoto ci viene riferito da Frances Miralles, commissario della mostra antologica dedicata all' arista che è in corso presso il Caixa Forum di Barcellona. Mostra che vuole rendere omaggio al brillante pittore catalano.
Mir iniziò il suo cammino artistico con il gruppo Azafràn che usciva dall ' atelier per andare a dipingere en plein air per i sobborghi di Barcellona. La sua passione per la pittura e il desiderio di captare la bellezza assoluta del paesaggio lo portarono a immergersi fra le coste della costa del nord di Maiorca, un delirio di luce e colore. SI creò così attorno alla figura di Mir il mito dell' arista indomito, che si fonde nella naturalezza con un rituale magico e inebriante.
La mostra <<Joaquim Mir. Antològica 1873 - 1940>>, presenta il percorso di questo artista attraverso le sue varie e distinte tappe , il suo apporoto all 'arte del suo tempo, la sua idea della pittura come materializzazione di un impulso interiore.
La sua concezione dell' arte, che aspira alla trascendenza e al sentito plastico, lo portò ad anticiparsi alle avanguardie del XX secolo e alla pittura astratta.
Una prima fase del pittore corrisponde alla sua epoca di alunno presso la scuola Llotja con le prime uscite pittoriche, l' interesse per la vita degli emarginati della società industriale e il contatto con il gruppo Els Quatre Gats. E' qui che compone i primi bozzetti per una grande tela riguardante la costruzione della Sagrada Familia, "La catedral de los pobres". Questi studi preparatori mostrano la minuziosità del lavoro di Mir in questo tipo di pittura che contrasta con la istantaneità di gran parte delle sue opere.
Il suo soggiorno a Maiora gli permise di sviluppare, fra il 1900 e il 1904, un proprio stile. In questa tappa compose due gruppi di dipinti decorativi. Uno per il Gran Hotel de Palma, progettato da Lluis Domènech i Montaner, l' altro per la casa dello zio e mecenate Avel Lì Trinxet, opera di Josep Puig i Cadafalch.
L' avventura a Maiorca si concluse con un incidente che lo portò allo squilibrio mentale eche lo mise nella condizione di passare due anni in un manicomio di Reus. In pieno delirio creativo iniziò la tappa sopra i paesaggi di Tarragona e fra il 1905 e il 1913 portò a termine il percorso iniziato a Maiorca, una pittura modernissima alla ricerca della luce essenziale e che guinge nell' astrazione.
A partire dal 1914 Mir prende le distanze dai centri di dibattito artistico e si rilassa. Inizia il suo ritorno al realismo. In Santa Perpetua de Mogoda ralizza un' altro gruppo di dipinti che ci permettono di scoprire il lato più maturo e riflessivo dell' artista.
Dal 1922 fino alla sua morte, nel 1940, Mir risiede a Vilanova i la Geltrù che si converte nel suo microcosmo poetico. Dopo Vilanova intraprende varie campagne pittoriche a Monserrat, Alforja, Miravet, la Costa Brava o Andorra dove scopre un ambiente fatto di boschi ombrosi, volte nere e grandi massi.
L' arte di Mir è molto singolare rispetto all' arte europea. Rinnovò il genere paesaggistico con il suo stile personale e con la sua dinamica di grandi colori e grande espressività, ed è per questo che oggi considerato il massimo esponente del post-modernismo.
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