"Cotone e Poggetto" di Waris Grifi

Venerdì 10 Settembre 2010 09:53 Franco Baracchi
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"Cotone e Poggetto" - Strutturato sulla tradizione della grande fotografia di documentazione sociale americana, l'intenso lavoro fotografico di Waris Grifi indaga con coerenza e meticoloso impegno le piccole e grandi mutazioni dei luoghi e del paesaggio in cui è cresciuto, scruta tra i caseggiati e dentro le case delle borgate operaie di Cotone e Poggetto, a Piombino, restituendoci l'anima di una comunità  operaia che mantiene ancora forti legami con le proprie origini rurali. E lo fa senza fretta e con profondo rispetto nei confronti dei soggetti che indaga, con la delicatezza che solo chi ama conosce. Sembra  aggirarsi in punta di piedi, per non disturbare lo scorrere operoso e tranquillo di questa umanità solida e solidale, ma lo sguardo è sicuro, la visione coerente e unitaria. Si avverte nelle immagini di Grifi una solidità che sfida lo scorrere del tempo e impone allo sguardo di tornare e tornare a guardare, come se qualcosa dovesse succedere, come se luoghi e persone potessero da un momento all'altro rivelarsi. Forgiato sulla tradizione di grandi documentaristi quali Eugène Atget e Walker Evans, a cui il lavoro rende esplicitamente omaggio, Grifi scruta i contorni di queste borgate operaie, si sofferma su piccoli particolari o su visioni d'insieme apparentemente dimesse, ci racconta di un'umanità laboriosa e dignitosa. Gli esseri umani sono presenti anche quando sono assenti. Tutto parla di loro, della loro condizione, delle loro aspirazioni.

 

 

la Piombino di Waris Grifi

“Ho abitato per tanti anni a Piombino ed ho vissuto una sorta di nostalgia popolare di questi quartieri, che ho iniziato a documentare fino a coglierli in un momento particolarmente importante”. Questo il percorso di Waris Grifi, e il suo progetto dal titolo: “Cotone e Poggetto, sobborghi industriali in Toscana”,. Il Libro in sintesi propone un accurato percorso multidisciplinare, che si sviluppa attraverso 57 fotografie in bianco e nero. Cotone e Poggetto, toponimi rurali a pochi chilometri dalla città di Piombino, nascono come dormitori nei primi anni del ’900 per ospitare i tanti contadini che dalle campagne del centro Italia si riversano nella neonata industria siderurgica. Popolose borgate nel periodo fascista, sopravvissute ai bombardamenti, vivono il loro miglior periodo negli anni del miracolo economico, anni in cui, forse più di sempre, incarnano quei valori simbolo dell’identità operaia in cui si riconosce pressoché totalmente l’intera comunità piombinese. Grifi volge la sua macchina fotografica ai due quartieri quando sono ormai prossimi a compiere un secolo di vita e il mondo, con il passaggio al terzo millennio, è in procinto di un salto epocale.

Una consacrazione per l’occhio fotografico di Grifi, che conferma come tutto debba essere letto e interpretato, per prima la fotografia. “il fotografo, che si confronta con il reale in solitudine, è scrittore, pittore, musicista delle proprie immagini”. Le immagini sono capaci di celebrare un luogo ed i suoi abitanti. “La bellezza di queste fotografie sta nel rendere evidente la natura e l’intensità morale di un quartiere operaio, il Cotone-Poggetto, che è il cuore della città di Piombino ed ha rappresentato per oltre un secolo un’idea di comunità operaia, col lavoro al centro della propria dignità”.

Waris Grifi nasce all’isola d’Elba nel 1955. Risiede a Piombino fino al 1979, anno in cui si trasferisce a Firenze. Iscritto alla Facoltà di Lettere e Filosofia si avvicina alla fotografia a fine anni ’80. Nel 1992-93 lavora con Vittorio De Seta al film documentario per la RAI In Calabria come assistente alla regia. In seguito alterna incarichi di fotografo free lance - riproduzioni d'arte per enti pubblici e privati, ritratti per privati, anteprime letterarie e cinematografiche - a collaborazioni presso lo Studio Fotografico Quagli di Firenze. I primi scatti sul Cotone e Poggetto risalgono al 1993; dal 1994 partono i sopralluoghi con scansione pressoché stagionale che a fine anno del 1996 portano alla prima stesura del progetto fotografico sui due quartieri periferici piombinesi. Dal 1997 Grifi sospende gradualmente ogni altra attività fotografica per dedicarsi a tempo pieno al progetto, finanziato dalla stessa Amministrazione Comunale di Piombino. La ricerca sul Cotone e Poggetto si conclude nel 2005 con il volume omonimo e la mostra presso la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea della città.

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