Madri,figlie,balie

Venerdì 07 Maggio 2010 10:54 Antonella Burberi
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“Madri, figlie, balie”  - Il Coretto della Chiesa e la comunità femminile del’Innocenti

 7 maggio 2010 – 30 settembre 2010

Riapre da oggi all’Ististuto degl’Innocenti, Piazza della Santissima Annunziata, la collezione di tabernacoli devozionali databili tra il XVIII e il XIX secolo, ricollocati nella sede originale del “Coretto”, luogo di vita e di preghiera degli Innocenti.

La mostra Madri, figlie, balie è promossa in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Regione Toscana, la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico  e per il Polo Museale della città di Firenze, l’Università degli Studi di Firenze, Dipartimento di Architettura, Disegno, Storia e Restauro, curata da Stefano Filipponi e Eleonora Mazzocchi e segna una tappa fondamentale per la realizzazione del Mudi, il nuovo Museo degli Innocenti.

Viene riaperta al pubblico una parte significativa della storia dell’Istituto: il Coretto, luogo di preghiera, ma anche di incontro delle donne, bambine, balie che nei secoli sono state accolte presso l’Ospedale e che potevano assistere alle funzioni religiose attraverso delle grate, senza essere viste.

Nel corso dei secoli l’Ospedale è stato il punto di riferimento per donne in difficoltà costrette ad abbandonare i propri figli, i “nocentini” che in grande maggioranza erano bambine, che spesso andavano a lavorare presso famiglie di contadini e vi restavano oppure rimanevano presso l’Ospedale insieme alle balie e alle “gravide occulte”, altre giovani donne in attesa di un figlio illegittimo.

E’ con particolare emozione che sento questa mostra e sono certa che tanti fiorentini si sentiranno coinvolti, tante famiglie hanno nei loro antenati una “nocentina” o un “nocentino”, persone senza storia, spesso senza madre e padre ed è solo attraverso l’immenso patrimonio documentale dell’archivio storico dell’Istituto che si può, solo in parte, ricostruzione e partecipare alle inquietudini ataviche di un vuoto esistenziale.

I nove tabernacoli in mostra ospitano statue eseguite in materiali diversi, principalmente con la tecnica della cartapesta, vestite con tessuti preziosi ed arricchite con gioielli e da ex voto.

Interessante anche la testimonianza della pratica del culto delle reliquie rappresentata dai resti di San Mario martire, ricomposti in un mosaico decorato da fiori di carta colorata che si trovava dentro l’altare della chiesa di Santa Maria degli Innocenti.

L’Istituto ha anche promosso una campagna di sottoscrizione “Adotta un’opera d’arte” per sostenere le attività di restauro di 24 opere che necessitano di  interventi urgenti prima di essere collocate nel nuovo Museo.

Il percorso per la realizzazione del Mudi è iniziato nel 2004, con un progetto che,  attraverso una campagna di restauri accompagnata da una rigorosa indagine storica sull’Istituto e sul patrimonio artistico e culturale dell’Ente, prevede la fine dei lavori e l’apertura nel 2013.

 DEAPRESS-  Antonella Burberi

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