Serenella Iovino, Ecologia letteraria, Milano, Edizioni Ambiente, 2006
Docente di Filosofia Morale all’Università di Torino, Serenella Iovino presenta, in questo breve ma intenso studio, una nuova prospettiva da cui poter considerare l’intera produzione letteraria contemporanea. Un’occasione per imparare a leggere non solo per dovere o per svago, ma anche con una nuova coscienza, disposta a cogliere tutti i suggerimenti (anche i più inattesi) che la letteratura può fornire, di fronte agli ineludibili problemi sociali e ambientali del nostro mondo attuale.
La prima parte del libro, più teorica e speculativa, si concentra sulla definizione dell’ecocriticism, nuova branca dell’ermeneutica letteraria, attenta a considerare l’opera nei suoi rapporti con i problemi ambientali. Ma da subito, ciò che emerge sono le enormi potenzialità della letteratura nella risoluzione di queste problematiche:
«Coerentemente con le premesse dell’ecocriticism e i miei interessi etico-filosofici, ho voluto vedere nel testo letterario uno strumento che aiuti il lettore a immaginare un universo di valori più esteso, un momento di consapevolezza» (p.21). E questa consapevolezza emerge soprattutto nello studio del fenomeno del postmodernismo, letto come presa di coscienza (soprattutto nelle sue componenti ‘deboli’ e destabilizzanti) del nuovo rapporto necessario con il mondo circostante, non più vissuto da una posizione ciecamente ego-logica, ma in un aperto confronto eco-logico. Dalla centralità delle grandi narrazioni dell’800 si passa così alla frammentarietà novecentesca; dall’uniformazione del Bildungsroman al trionfo dell’eccentricità e della diversità – esattamente come la biodiversità trionfa nelle (poche e troppo spesso minacciate) sacche di vita autentica e libera del globo.
Ma il cambiamento qui auspicato, è anche un cambiamento della nostra stessa razionalità. E la Iovino cita al proposito questa illuminante riflessione di Italo Calvino: «…la natura come ciò che è esterno all’uomo, ma che non si distingue da ciò che è più intrinseco alla sua mente, l’alfabeto dei sogni, il cifrario dell’immaginazione, senza il quale non si dà né ragione né pensiero.» (p.71)
Nella seconda parte del libro, lo studio della Iovino cerca di giungere a una applicazione pratica. E le «Quattro letture ecocritiche» che vengono proposte, forniscono anche quattro diverse prospettive da cui considerare l’ecocriticism. Pasolini è citato come esempio di «ecologia della differenza», specie nella sua produzione dialettale e nel suo interesse per le marginalità; L’uomo che piantava alberi del provenzale Jean Giono, è invece il più puro esempio di vita nella natura, in un reciproco sostegno tra l’ambiente e chi lo abita – divenendone al contempo parte integrante. Ancora più interessanti sono poi gli esempi della Iguana di Anna Maria Ortese, in cui il principio femminile (inteso come ‘perturbazione’ di un ordine costituito) si rivela incredibilmente affine con la ‘perdita del centro’ ecologica; e La passione secondo G. H. della brasiliana Clarence Lispector, in cui l’incontro con la disgustosa blatta diviene momento di confronto con le componenti più profonde della natura (umana e globale), in cui il moto della trascendenza si trasforma in una trans-discendenza, verso le radici ultime del nostro essere.
Un lavoro di indubbio interesse, questo della Iovino, che apre insospettate prospettive per lo sviluppo della nostra coscienza futura. Una lettura sempre piacevole, e supportata dalla profondità delle riflessioni filosofiche e dalla preziosità dei consigli letterari.
Simone Rebora
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|
