Il libro ripercorre la storia di “Francuccio”, quella storia che da Barbiana lo porta a militare brevemente nel sindacato, a vivere un'esperienza di un paio d'anni in Bangladesh e finalmente a fondare il Centro Nuovo Modello di Sviluppo a Vecchiano, in provincia di Pisa, insieme alla moglie e ad alcune altre famiglie. Siamo alla fine degli anni '70 (anche se il Centro prenderà il suo nome solo nel 1985), l'attività di ricerca nel Centro porta Gesualdi ad analizzare l'economia globalizzata in maniera nuova.
Lettera ad un consumatore del Nord, l'atto di nascita “politica” del Centro, viene pubblicato dalla EMI nel 1990. Saranno gli anni '90, infatti, che porteranno alle maggiori realizzazioni del Centro: le campagne di boicottaggio contro le multinazionali a sostegno dei lavoratori dei Sud del mondo che si organizzano per i propri diritti e l'ideazione del concetto di consumo critico con la conseguente redazione, appunto, della Guida al consumo critico. L'idea del consumo critico in realtà nasce negli Stati Uniti, dove nei primi anni '90 il Council on Economic Priorities pubblica la prima Ethical shopping guide, ma sarà il Centro Nuovo Modello di Sviluppo a parlare per primo di consumo “critico” invece che di consumo etico, emancipandosi dall'approccio più moralista del partner d'oltreoceano.
Nel frattempo si sviluppano in Italia le esperienze delle “economie alternative”, dal commercio equo e solidale alla finanza etica, per poi giungere ai GAS e alle reti di economia solidale. Pur avendo compiuto tratti di strada assieme e apprezzandone il lavoro e gli sforzi, Gesualdi non esita a ridimensionare le esperienze di economia alternativa a esperienze di mercato alternativo. Non esita a criticare la mancanza di una visione più generale comune ai movimenti (e qui non è risparmiato nessuno, dai movimenti per l'acqua agli “obiettori di crescita”), di un impianto teorico condiviso che non faccia perdere la bussola a chi oggi si trova a lavorare all'interno delle diverse organizzazioni. Chiunque si limiti a preoccuparsi di portare avanti la propria esperienza di mercato alternativo senza curarsi del modello di società e di economia che voglia perseguire, non farà altro che finire come fiore all'occhiello di un mercato globale pronto a fregiarsi della propria capacità di accogliere le più diverse istanze.
Questo è il monito di uno dei principali punti di riferimento del consumo critico in Italia. Un modello lui lo ha elaborato, lo ha raccontato in Sobrietà, uscito nel 2005, e lo riprende più brevemente in questo libro. Si va dalle proposte di tassazione del tempo, tramite cui ciascuno si impegni a fornire un servizio alla comunità, alla riscoperta del valore e dell'importanza dell'economia pubblica.
Non è difficile tacciare Gesualdi di utopismo, ma le osservazioni di questo “militante” non sono di qualcuno che vive fuori dal mondo, e il percorso verso la costruzione di un'economia solidale dovrà certo fare i conti, anche, con la paura di pensare in grande.
Intervista, racconto, polemica, proposta. Dagli aspetti meno noti fino alle più famose battaglie, dai presupposti teorici alle sperimentazioni di un'altra economia. La lettura di questo libro appassiona proprio per l'intreccio ben calibrato di tutti questi elementi, uniti dal denominatore comune della storia di una persona che ha sempre cercato la coerenza fra pensiero e azione. Quello che rimane al lettore, alla fine, è la voglia di continuare il discorso, di approfondire tutte quelle tematiche che stanno al di fuori del “proprio orticello”.
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