Teatro: Sinfonia d'autunno

Giovedì 13 Novembre 2008 06:48 Giulio Gori
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Da sinistra: Maddalena Crippa e Rossella Falk


Sinfonia d’Autunno
di Ingmar Bergman. Regia di Maurizio Panici. Con Rossella Falk, Maddalena Crippa, Marco Balbi. Scene di Aldo Buti, costumi di Lucia Mariani, Luci di Franco Ferrari.
Al Teatro della Pergola fino a domenica 16 novembre 2008.


Sinfonia d’autunno, o meglio sonata d’autunno, racconto intimista di un Nord freddo e assente, in cui brilla solo la luce abbagliante della splendida e impersonale scenografia di Aldo Buti, è la traslazione teatrale del capolavoro di Ingmar Bergman. All’incomunicabilità dei corpi, delle voci, alla distanza degli esseri reconditi, si aggiunge una frattura di orgoglio, acuita dalla volontà di insinuare nel (supposto) dialogo con l’altro il dominio della propria gestualità, della propria postura. Madre e figlia, Charlotte e Eva, fanno della propria diversità una ragione iniziale, pregiudiziale, per rifiutare ogni possibile contaminazione con l’altra. E’ un esercizio di forza e di violenza, è uno scontro tra scudi, tra difese che attaccano, tra sarcasmo e livore.
Al di là del testo di notevole spessore, l’aspetto implicitamente carnale di questo racconto (ovvero della sfida tra il rigore e la sinuosità, tra il verbo allegorico e la parola lineare) ne rappresenta l’aspetto più avvincente ed interessante. Non è un caso che l’epilogo, del resto molto fedele al film, testimoni la ritrovata empatia tra le protagoniste, soltanto dopo la loro separazione.
La trasposizione porta tuttavia a disperdere la forza della macchina da presa, la sua capacità di giocare sulle espressioni, sull’intensità del dolore, sull’entomologia degli sguardi, lasciando al palcoscenico l’ingrato compito di creare una distanza col pubblico, di raccontare Bergman conservandone la finezza, ma smarrendone la veemenza.
Maddalena Crippa e Marco Balbi stanno sulla scena con grande professionalità e rigore, sostenendo con garbo il passo spigliato di un’istrionica Rossella Falk, tanto ironica da correre il rischio di diventare maschera di se stessa, ma pur sempre seducente e strepitosamente maliziosa.

Giulio Gori


Firenze, 11 novembre 2008 - Alla prima della stagione di prosa della Pergola, dopo l’epilogo di “Sinfonia d’Autunno”, interrompendo gli applausi tributati a se stessa, a Rossella Falk e a Marco Balbi, Maddalena Crippa ha letto un comunicato dei lavoratori del teatro, che recitava: “I tagli della nuova finanziaria colpiscono alla cieca il settore dello spettacolo compromettendo la sicurezza di posti di lavoro e con essi la qualità artistica di tutto ciò che rappresenta la tradizione culturale di questo paese. La Toscana ne è il fiore all’occhiello e noi tutti siamo chiamati a difenderla uniti in nome dell’arte”. E mentre gli applausi tributati a Rossella Falk riprendevano, il primo teatro all’italiana del mondo è stato travolto da una pioggia di volantini (riportanti il comunicato) che piovevano dalla galleria e dai palchi. G.G.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 13 Novembre 2008 06:54 )