Prajak Supantee

Domenica 22 Giugno 2008 12:52 Silvana Grippi
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Prajak nasce nel 1973 a Born in Surattanee (Thailand) e arriva in Italia per frequentare l'Accademia d'Arte a Firenze.  Come tutti gli artisti che si trovano a passare da Firenze è approdato alla nostra piccola galleria DEA per esporre la sua prima personale, così dopo aver visto il suo Book "Biography & Works" che dimostrava una personalità artistica molto spiccata, ho accettato di far esporre questo giovane creativo e originale.

Cosa ha esposto alla Galleria DEA?
Il nostro "contenitore espressivo", così chiamo la Galleria, è un Centro socioculturale internazionale che da circa venti anni molti artisti usano come spazio espositivo, come "palestra" oppure come "laboratorio sperimentale" e non come semplice "Sala”, a volte scelgo di parlare dell'artista e altre volte non lo ritengo opportuno, ma dopo tantii anni di arte sul territorio fiorentino mi permetto di poter parlare, criticare o complimentarmi su quello che vedo.
Ecco, Prajak mi è piaciuto perché si è immedesimato addirittura nel Dio/artista e come Lui ha creato con la creta  e “si è posto in osservazione". Così mi ha spiegato: Dio creò il primo uomo con la creta e così ha fatto Prajak per la sua mostra personale. Ha ideato, prodotto e realizzato un uomo - Adamo - in formato naturale e poi in scala ridotta ha forgiato - in bronzo - due piccole statuette: Adamo ed Eva.

Prajak ha usato per le sue opere, fibre sintetiche, bronzo e cera che ha disposto nella sala in modo armonioso e sensibile. Da questa ricerca simbolica dell'uomo, dovuta ad un divieto nel giardino dell'Eden, dove puoi avere tutto tranne un elemento: la mela. Da questa voglia di trasgressione, nasce la creatività cioè il pensiero distorto e la ricerca di altri concetti simbolici. Dalla ricerca di una donna alla ricerca del concetto astratto di amore per poi andare ancora oltre il limite verso l'oscuro. Simboli questi, che si aprono alla creatività, simboli in scultura che si rivolgono ad altri aggettivi creativi. Quindi una ricerca continua e un approccio filosofico dell'arte con un percorso personale. Poi ridefinito, attraverso le altre piccole sculture, nella parete di fronte, che rappresentano la primitiva ricerca di nuove forme divine per innalzarsi al cielo.
Ogni visitatore/fruitore si deve porre una domanda: cosa cerca l'uomo? Prajan/artista risponde che l'uomo cerca la sublimazione, vuole avere uno spirito da esaltare e una reliquia da amare. Dunque, Prajan ha realizzato il suo concetto artistico con un'analisi sui contenuti e forme dell'arte - concreta e riflessiva - fino a convincerci che l'arte non è altro che "adorazione di feticci simbolici".
 
 
 

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Ultimo aggiornamento ( Domenica 22 Giugno 2008 21:04 )