
V.V.Kandinskij - Mosca I
Un paio di anni fa, mi sono ritrovata tra le mani questo libro. L'ho trovato tra i vecchi libri nella libreria di mia nonna. Tanto tempo prima mi aveva consigliato di leggerlo, però poi ci sono arrivata da sola.
La copertina blu mi incuriosiva ed è questo il motivo che mi ha spinto a sceglierlo tra i tanti volumi. Rientrava in una collana che lei aveva ricevuto da mio nonno quando era più giovane. Oggi non ricordo più l'edizione, ma ricorderò sempre che è un libro di cui bisogna fidarsi. E’ necessario lasciarsi condurre per mano e farsi guidare da lui, per riuscire ad entrare, a capire, a cogliere… e a trovare il proprio ordine nel caos infernale scaturito dalla genialità di Bulgakov.….La difficoltà iniziale sta proprio nel capire le intenzioni che spingono l’autore a correre in storie parallele: una prima parte, infatti, è ambientata a Mosca negli anni ’30. Da subito, entra in scena la figura di Woland, Satana in persona, attorniato da strani personaggi tra cui streghe e il fidato compagno gatto...
Citando Goethe, Satana “è quella forza che perennemente vuole il male, e perennemente opera il bene”…Immediatamente si è trascinati dentro un vortice di avvenimenti che si susseguono senza posa: dagli stagni e dalle serate di Mosca ci si ritrova nel tribunale di Ponzio Pilato, semplicemente girando pagina.
I colori colpiscono la sensibilità del lettore: quelli caldi della Palestina e quelli gelidi di Mosca…poi lei. La figura femminile, Margherita. Ne sentiamo sempre parlare ma la incontriamo solo nella seconda parte del libro, di cui è la protagonista. Amante del Maestro, viene abbandonata ma non perde la speranza di ritrovarlo ed é disposta a tutto pur di riuscire a ricongiungersi a lui, fino al punto di … non vado oltre per non rovinare la sorpresa ai lettori, che seguiranno i piani di Woland e...
Memorabili le pagine che ci fanno vedere lei, determinata, volare con la scopa per i tetti di tutta Mosca…
Come non rimanere affascinati dalla figura diafana, simbolica, del Maestro?
Uno scrittore disperato, un uomo stanco del mondo e della sua donna, autore di un manoscritto su Ponzio Pilato che le case editrici continuano a rifiutare. Altri ancora sono i personaggi principali e le folli avventure nelle quali sono coinvolti tutti, persino il lettore, che un po’ spaventato e un po’ divertito si avvia allo scioglimento degli eventi..
Un libro di satira sociale, politica, censurato, che se riletto al giorno d’oggi, ci fa riflettere su quanto sia potente la parola, un libro… che ha persino ispirato un pezzo dei Rolling Stones: “Simpathy for the devil"!
Elisabetta Tiberio (gilitib at alice.it)
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