Scuole per lavoratori a rischio

Sabato 14 Agosto 2010 12:17 Riccardo Fratini
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Notizia di oggi nelle pagine di cronaca locale del quotidiano La Repubblica, il rischio chiusura delle scuole serali per adulti nel comprensorio fiorentino. E' la denuncia di Cgil, Cisl e Gilda  - la Uil è stata cancellata dal volantino a seguito di ordini ricevuti dall'alto sottolinea Valerio Cai della Gilda - che protestano contro i tagli che vedono ridotti ai minimi termini le presenze nelle cattedre.

Anche la Regione, dopo la Provincia, annuncia interventi a sostegno delle scuole fiorentine. Perfino il liceo musicale tanto sbandierato dalla Ministro Gelmini, rischia la chiusura ancora prima di essere aperto.

L'Assessore provinciale all'Istruzione Govanni Di Fede dichiara: " Il Governo vuole distruggere la scuola pubblica; 40 cattedre in meno a fronte di 1.400 studenti in più sono un numero enorme." E prosegue in tono minacccioso: "Ci saremo anche noi al Saschall." La Vicepresidente con delega all'istruzione Stella Targetti dichiara: "Dissentiamo dalle politiche dei tagli del Ministro Gelmini che nei documenti ufficiali loda la formazione continua e poi chiude i corsi serali."

Anche la parlamentare toscana del Pd Rosa DE Pasquale interviene: "Questo è il Governo del dis-fare chiedendo al Ministro Gelmini di "dotare le scuole della Provincia fiorentina dei docenti necessari per avviare regolarmente e compiutamente l'anno scolastico."

Alessandro Rapezzi della Cgil, Antonella Velani della Cisl e Valentino Cai della Gilda hanno convocato l'assemblea di tutto il personale della scuola per mercoledì 15 settembre dalle 8,30 alle 12,30 al Saschall.

L'intero sistema delle scuole serali rischia di essere definitivamente cancellato. Venendo meno al diritto allo studio e alla possibilità di migliaia di lavoratori che vedono in questa attività da sempre stata presente con la consapevolezza di svolgere un servizio di estrema utilità e funzionalità per moltissime persone desiderose di arricchire il proprio bagaglio culturale, che in anni giovanili non hanno potuto adempiere e che adesso, grazie alla riforma Gelmini si ritrovano a vedersi mancare un diritto sancito dalla Costituzione e che può portare all'utenza motivo di orgoglio e soddisfazione personale. Emozioni legittime tradite da una legislatura iniqua che non tiene conto dei bisogni della popolazione e della formazione culturale dei cittadini.

Con queste risultanze, si vuole confermare l'evidenza di trasferire il sostegno alla formazione privata priviligiando  di fatto una istruzione d'elite relegando la scuola pubblica a misere risorse.

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