La "vecchiezza" della scuola italiana

Giovedì 05 Agosto 2010 17:25 Riccardo Fratini
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Il quotidiano La Repubblica di oggi ci avverte di come la grammatica italiana sia un problema per gli studenti sin dalle prime classi di formazione scolastica.

Nel test della prova Invalsi il 66% è la percentuale di errori dove solo una risposta su tre è stata giusta.

Ancora in terza media prevalgono errori importanti per la fisiologia della lingua italiana; materia di stretta pertinenza della scuola e dove, quindi, la corresponsabilità della famiglia, degli amici o dei media non è messa in relazione.

Una responsabilità evidentemente tutta sulle spalle di una scuola che non riesce a formare la cultura più elementare di un percorso educativo che sembra fare acqua da tutte le parti.

Una scuola dove le ultime regolamentazioni della riforma Gelmini hanno reso ancora più incerta e lacunosa la sua sopravvivenza.

In altri Paesi, non solo europei, ma dove si tenga ad un futuro, la scuola è considerata di estrema importanza per salvaguardare il proprio patrimonio giovanile assicurando loro una preparazione culturale degna di modernità e avanguardia.

In Italia continuano ad esistere programmi obsoleti e strutture fatiscenti e la preparazione di insegnanti e docenti spesso è lasciata al caso e quindi non strutturata con adeguatezza.

L'Italia vuole, quindi, restare un Paese retrogrado senza alcuna considerazione dell'importanza dei giovani, del loro - e nostro - futuro; senza alcuna considerazione per l'Italia stessa la quale mancando di serie prospettive per i giovani viene a mancare essenzialmente il sostegno di uno sviluppo certo, che ogni Stato ed ogni Governo hanno il dovere-diritto di assicurare.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 05 Agosto 2010 18:15 )