Macchiarini e l'Università di Firenze

Lunedì 02 Agosto 2010 10:31 Alberto Di Cintio
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IL "CASO"  MACCHIARINI E GLI ALTRI


Il caso Macchiarini segna inequivocabilmente un'altra pagina nera nella storia
dell'ateneo fiorentino, con i media e soprattutto l'opinione pubblica che si chiedono
stupiti come sia possibile che preparati ed apprezzati studiosi non trovino giusta
soddisfazione ed apprezzamento nella nostra Università. Almeno questa è la lettura
superficiale che viene fatta quando invece la materia è assai più complessa ed
articolata. Stupisce quindi che lo stesso Macchiarini improvviso paladino della
meritocrazia, dei giovani e .di un nuovo '68, ritorni in Italia dopo una brillante
carriera all'estero e si scandalizzi di fronte alle normali regole e procedure
concorsuali vigenti. E tutto questo proprio mentre è in atto a Firenze come nel Paese una
durissima protesta di gran parte del mondo accademico contro i tagli di Tremonti ai fondi
per l'università e contro la riforma Gelmini, di cui Macchiarini non pare avere sentito
eco o forse, tutto preso solo dal suo personale caso, più banalmente ha clamorosamente e
colpevolmente snobbato.

Per contro anche le risposte del Preside Gensini e del Rettore Tesi, pur chiare e
condivisibili nel ricordare i meccanismi e le procedure amministrative che regolano le
chiamate dirette, appaiono molto più incerte e timide nel ricordare e sottolineare le
cause e le responsabilità del governo circa il gravissimo stato di difficoltà generale in
cui versa l'università italiana e anche il nostro ateneo, che a settembre si troverà con
molti corsi di laurea chiusi e con difficoltà a garantire addirittura gli stipendi! E qui
molti colleghi si sono chiesti se questa reiterata scarsa determinazione di Tesi e
Gensini nel contrastare la politica del governo Berlusconi non nasconda di fatto una
condivisione ai progetti di ridimensionamento dell'università pubblica.

Come si vede c'è molto altro in questi giorni e soprattutto nei prossimi mesi che
interessa l'università molto più che casi personali come quello di Macchiarini e lo dico
con molto rispetto per l'esimio chirurgo: lo stesso rispetto però che voglio rivolgere al
personale tecnico amministrativo da stabilizzare, ai docenti precari, ai ricercatori
rottamati, ai colleghi vincitori di concorso in attesa di assunzione, ai ricercatori
posti in esaurimento che da 30 anni attendono lo stato giuridico..



Alberto Di Cintio
rappresentante dei ricercatori nel Consiglio di Amministrazione dell'Università di Firenze

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