Identity theft, o meglio conosciuta in italiano come furto d'identità digitale è un crimine che si sta diffondendo in modo esponenziale. Complice la tecnologia che sempre di più diventa parte indispensabile della nostra vita. Per organizzare una vacanza, prenotare un albergo, noleggiare una macchina, versare una caparra ormai si può anche o solo pagare tramite internet, ed è per questo che i mesi caldi , sono i più proficui per gli "Arsenio Lupen" della rete. L’Italia è al secondo posto in Europa per numero di frodi commesso attraverso l’uso di dati rubati. Bisogna sapere però, che il nostro ordinamento punisce questo crimine individuandolo nella disposizione normativa del reato di sostituzione di persona, disciplinato dall'art. 494 del Codice Penale, o nel più grave reato di frode informatica ex art 640 ter del Codice Penale. Occorre poi tenere presente la previsione di cui al d.lgs. 196/03, codice in materia di protezione dati personali, che all'art. 169 prevede un illecito penale nel caso di omissione nell'adozione delle misure di sicurezza o, nel caso, della successiva mancata regolarizzazione delle stesse. Come ci si può difendere?Nonostante che le previsioni sulle misure di sicurezza obbligatorie del Codice Privacy tentino di arginare queste tecniche invasive è sempre e solo l'utente che deve stare in guardia e diffidare dalle mail strane.Molte per esempio arrivano con testi non ortograficamente perfetti perché frutto di traduzioni automatiche.Altre invitano a cliccare su dei link e sono accuratamente da cestinare.Altre ancora contengono allegati che non devono assolutamente essere aperti.Le mail che sembra possano arrivare dalla propria banca o dalle poste sono sempre inverosimili in quanto la banca o le poste se intratteniamo rapporti con loro comunicano sui loro canali dedicati che sono le aree riservate di cui ci hanno fornito le credenziali.Nel caso vi sia invece un furto di credenziali mentre ci colleghiamo al sito della banca allora occorre verificare il proprio conto on line ogni giorno in modo da denunziare subito la perdita e bloccare le credenziali e il conto. Nel 2006 sono stati stimati oltre 17.000 tentativi di frode creditizia (+55% rispetto al 2005) per un ammontare complessivo pari a circa 80 milioni di euro (era 46,5 milioni di Euro la stima per il 2005)..Nel 93% dei casi le vittime non sono riuscite a denunciare l’autore della frode ma hanno sporto denuncia contro ignoti, e l’importo medio dei casi denunciati è stato di 5.301 Euro.Per quanto riguarda i tempi medi di scoperta delle frodi creditizie mediante furto della privacy, da parte della vittima,sono stimati in 206 giorni. Tale media sale a 580 giorni, nel caso in cui il reato consista nell’attivazione di una carta di credito e si attesta invece a circa 103 giorni nel caso di acquisto a rate con contestuale attivazione di una carta di credito.
Selam Eminaj Rezarta - DEApress
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