Slowfood: La terza rivoluzione industriale

Lunedì 05 Luglio 2010 10:09 luca grillandini
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La terza rivoluzione industriale

Trovo che ci siano straordinari parallelismi tra la nuova politica del cibo che stanno portando avanti Slow Food e le comunità di Terra Madre e la politica energetica per il futuro, basata sulle energie rinnovabili, che invece promuove Jeremy Rifkin con il suo lavoro. L'ho potuto constatare di persona in un incontro che è diventato poi un lungo articolo. 

Non a caso Rifkin parla di terza rivoluzione industriale ed io mi ero rivolto all'assemblea plenaria di Terra Madre, nel 2008, usando proprio queste parole: «Voi sarete i protagonisti della terza rivoluzione industriale». Il cibo in fondo è l'energia per la vita e sia la produzione di cibo sia quella di energia oggi si rivelano come i due sistemi più insostenibili creati dall'uomo su questo pianeta. 

Parte della colpa di questa insostenibilità sta nel fatto che si è cercato di centralizzare ciò che invece, in natura e per sua natura, è diffuso. Per esempio le fonti di energia che utilizziamo, come il petrolio, il carbone e l'uranio, si trovano soltanto in alcuni punti precisi della Terra e vanno costruite grandi infrastrutture per estrarle e distribuirle: sono esauribili, generano inquinamento e costano molto care. 

Per il cibo è lo stesso: un sistema basato sullo strapotere di poche grandi multinazionali centralizza semi, monocolture, allevamenti, impianti di trasformazione e poi distribuisce il cibo in tutto il pianeta, con le conseguenze nutrizionali, economiche, sociali ed ecologiche che ben conosciamo. Il cibo locale invece, come le fonti di energia rinnovabili quali sole, aria e acqua, si trova potenzialmente ovunque sul pianeta, diffuso in ogni metro quadro coltivabile. 

Ecco il principale parallelismo: dobbiamo passare da sistemi fortemente centralizzati a sistemi diffusi, locali e democratici. Le comunità di Terra Madre e i convivium Slow Food possono diventare i motori di questa terza rivoluzione: rappresentiamo un'avanguardia che lo stesso Rikfin non ha esitato a definire come “ciò che aiuterà a far finire la guerra che l'uomo ha intrapreso nei confronti della natura . 

Guardiamo al passato ma siamo proiettati nel futuro: pochi al mondo possono dire di avere questa forza.

Carlo Petrini
Presidente di Slow Food Internazionale

Cliccate qui per un estratto del dialogo di Petrini e Rifkin

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 05 Luglio 2010 10:12 )