La cultura è parte della storia

Domenica 04 Luglio 2010 15:27 Riccardo Fratini
Stampa

Dopo il vertice di Toronto, Berlusconi torna in Italia in un clima pieno di contrasti interni e di pericolosi emendamenti da approvare.

Il Presidente del Consiglio si dice comunque ottimista nel riprendere lui in mano la situazione e dopo il fine settimana dedicato al riposo si concretizzerà il "Ghe pensi mi". Espressione dialettale forse gradita alla Lega.

Il Premier sembra non gradire il comportamento del "traditore" Fini il quale ha avuto un acceso scontro con il Ministro alla Cultura Bondi dove si sono focalizzate in maggiore evidenza le discrepanze.

Gianfranco Fini ribadisce l'importanza di un concetto di legalità da riportare alla giusta interpretazione del suo supremo valore insistendo che non è possibile "mettere sotto il tappeto la polvere e far finta di non vedere" esprimendo disappunto nel constatare che un segretario regionale - di una importante regione - al quale la magistratura ha richiesto l'arresto rimanga ancora in carica e chiedendo a Sandro Bondi in quale democrazia del mondo questo sia possibile.

Il Ministro alla Cultura replica che nei confronti di queste persone si ha il dovere di solidarietà e per questo dobbiamo difenderle.

Il Ddl riguardo le intercettazioni èfortemente contestato dal mondo dell'informazione e della società civile perchè ritenuto incostituzionale e definito un vero e proprio bavaglio all'informazione libera.

Il Senatore Bondi afferma invece che in nessuna parte del mondo democratico, le pubblicazioni di intercettazioni sono permesse come in Italia e vanno ad infrangere qualsiasi diritto alla privacy.

Lo scontro si conclude con u botta e risposta tra il Presidente della Camera Gianfranco Fini e il Ministro alla Cultura Sandro Bondi.

"Ci sono problemi di evidente opportunità. Evidentemente ho una sensibilità diversa. In politica bisogna essere al di sopra di ogni sospetto."

"Ma così avremo i comunisti al governo."

C'è da chiedersi in quale parte del mondo democratico un Ministro della Repubblica - nello specifico alla Cultura - abbia in sè la sensibilità a voler "cancellare" una pagina di storia del proprio Paese considerando poi che in Italia i "comunisti" non sono presenti nemmeno più in Parlamento.

Una così grave spaccatura all'interno del Pdl dovrebbe svegliare l'opposizione a fare il suo dovere.

Share

Ultimo aggiornamento ( Domenica 04 Luglio 2010 16:48 )