Mosca: giovani soli a sè stessi

Domenica 30 Maggio 2010 00:30 Riccardo Fratini
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L'internazionale di questa settimana propone un servizio riguardo il cambiamento generazionale dei giovani moscoviti.

La Russia - si domanda il servizio - è davvero rappresentata da ragazzini rimbecilliti e balbettanti protagonisti del telefilm "Shlkola"?

Valentina Lukashchuk è l'attrice che interpreta la quttordicenne Anna Nosova protagonista del serial "Scuola".

Essa viene rappresentata con anfibi, fuseaux blu, capelli neri trasandati, occhi truccati all'eccesso. I suoi insegnanti e i suoi nonni vengono scherniti; ha voglia di fare sesso e però le piace anche stare sola. Anna è la bastarda più famosa del paese. "E' sola!!" Assicura Valentina in una pausa delle riprese; e prosegue: "Nessuno capisce i giovani, nessuuno li ascolta. Gli adulti non gli lasciano scelta."

Valentina riceve tantissime lettere dai suoi ammiratori e alcuni ragazzi le hanno scritto che non si può essere così volgari con gli anziani. Ma cosa vuol dire esprimere la volgarità? Se paragonate alle altre produzioni russe - scrive il servizio - la serie Shkola, con il suo sentimentalismo malinconico sembra quasi romantica. Ma le polemiche per questa fiction sono arrivate ai vertici più alti del potere politico. Il partito comunista ha tentato di convocare i responsabili della rete televisiva che trasmette il telefilm in Parlamento; la Chiesa ortodossa ha dichiarato tutto il suo sdegno convinta che la serie  mette in evidenza i lati peggiori dell'essre umano; i cosacchi hanno chiesto la sospensione del programma.
Il parere positivo di Putin ha calmato tutti gli animi fino a vedere il telefilm proposto come materiale d'esame alla maturità.

Certamente lo scontro generazionale esiste tutt'oggi a conferma delle vecchie generazioni  - quelle più vicine alla scomparsa U.R.S.S. - dove anche, e soprattutto, allora vi erano scontri ideologici tra giovani, adulti e anziani.

Abbattuto il muro di Berlino i giovani russi hanno potuto avvicinarsi al modello occidentale e quindi avere maggiori aspettative del loro futuro più libero e autonomo ma sono venuti a mancare i nuovi modelli da apprendere lasciati nel vuoto di una trasformazione radicale e, forse per questo, lasciati soli a sè stessi nelle incertezze di un "nuovo sconosciuto" non potendo fare leva sull'insegnamento di adulti e anziani lontani anni luce dalle loro aspettative e convinzioni.

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