Il nuovo pds a punti

Venerdì 28 Maggio 2010 09:29 R.Selam Eminaj
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Arriva il nuovo permesso di soggiorno a punti. Ebbene si, avete capito proprio bene… Il 20 maggio scorso il consiglio dei ministri ha approvato una bozza di regolamento sull’accordo di integrazione. In poche parole, nella bozza si chiede, che lo straniero che arriva la prima volta in Italia e richiede il permesso di soggiorno, quando si reca in questura deve firmare, insieme alla richiesta anche un “accordo “ di cinque pagine, tutto in italiano (nella bozza non è stato previsto una traduzione nelle lingue d’origine dello straniero) , con il quale si impegna a adempire entro 2 anni gli obbiettivi prefissati., il cui raggiungimento verrà valutato sulla base di crediti assegnati o decurtati. Tale accordo, non sostituisce il permesso di soggiorno, ma si aggiunge a quest’ultimo. Gli obbiettivi prefissati dallo straniero, che si impegna a raggiungere attraverso la firma dell’accordo sono: conoscere la lingua italiana; conoscere a sufficienza i principi fondamentali della Costituzione e dell'organizzazione e funzionamento delle istituzioni pubbliche; conoscere a sufficienza la “vita civile italiana” (come funziona la sanità, la scuola, i servizi sociali, il fisco, il lavoro); garantire l'adempimento dell'obbligo di istruzione da parte dei figli minori. Entro un mese dalla firma lo straniero deve partecipare ad un primo corso gratuito “offerto” dallo Stato italiano, di durata fra le 5 e le 10 ore, nel corso del quale gli vengono spiegati:1) i diritti e i doveri degli stranieri in Italia, le facoltà e gli obblighi inerenti al soggiorno, i diritti e doveri reciproci dei coniugi e i doveri dei genitori verso i figli secondo l'ordinamento giuridico italiano, anche con riferimento all'obbligo di istruzione;2) principi fondamentali della Costituzione della Repubblica e dell'organizzazione e funzionamento delle istituzioni pubbliche in Italia;3) conoscenza della vita civile in Italia, con particolare riferimento ai settori della sanità, della scuola, dei servizi sociali, del lavoro e agli obblighi fiscali. Poi c’è un sistema particolare che regola l’erogazione e la detrazione dei crediti nel giro di questi due anni, largamente spiegati in due allegati. Per quanto riguarda l’erogazione lascio stare e mi soffermo sui punti dove si spiega per quali motivi “i crediti” vengono detratti.  - la pronuncia di provvedimenti giudiziari penali di condanna anche non definitivi, compresi quelli adottati a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale;- l'applicazione anche non definitiva di misure di sicurezza personali previste dal codice penale o da altre disposizioni di legge;- l'irrogazione definitiva di sanzioni pecuniarie di importo non inferiore a 10 mila euro, in relazione a illeciti amministrativi e tributari. Molte di queste cause non sono elencate nel testo unico in materia di immigrazione, dove tutti i motivi per i quali il permesso di soggiorno non viene rinnovato sono ben spiegate. Consentire che la condanna non definitiva per qualsiasi reato comporti la decurtazione dei crediti, e conseguentemente il mancato rinnovo del permesso di soggiorno e l'espulsione, viola sia le norme del d.lgs. 286 del 1998 che i principi generali di gerarchia delle fonti del diritto e, se non modificata in maniera conforme a legge, sarà sicuramente questione da sottoporre alla Corte Costituzionale. La soglia di adempimento è fissata a 30 crediti. Se in due anni i crediti sono di più,l’accordo viene estinto e allo straniero li viene consegnato l’attestato d’adempimento. Se i crediti sono superiori a 0 ma inferiori a 30, l’accordo si prolunga per un ‘altro anno, e se sono inferiori a zero, la richiesta di rinnovo viene respinta e scatta l’espulsione….Se questa è integrazione, allora io non ci ho mai capito nulla. Far firmare contratti agli stranieri in una lingua sconosciuta una volta si chiamava truffa. E spiegare in Italiano 8 ore di fila a chi non conosce la lingua, per me è prendere in giro. Fare un test di lingua a uno straniero e pretendere che lo impari bene in due anni è assurdo, e soprattutto non  prendere una multa per divieto di sosta in 2 anni, soprattutto a Firenze , è fantascienza…Considerando che il regolamento non è ancora in vigore, ma dovrà prima passare il vaglio del Consiglio di Stato e della Conferenza unificata Statocittà ed autonomie locali e regioni, è a questi organi che facciamo appello affinchè  sanino le illegittimità  costituzionali della bozza partorita dal Consiglio dei Ministri.
Rezarta Selam Eminaj – DEApress

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 08 Novembre 2011 00:20 )