Perché scrivere

Domenica 23 Maggio 2010 10:32 Silvana Grippi
Stampa

Era il 1977 e mi trovano a casa di un amico iraniano. Egli mi chiese di fare una recensione su Clara Eissner Zetkin (5/07/1857-20/06/1933) per una Rivista che si chiamava Pejvan (credo...) e così, iniziai a studiare il personaggio, e senza accorgermene provai a "scrivere". Ci presi gusto e continuai con la recensione su Aleksandra Michajlovna Kollontaj (31/03/1872 – 9/03/1952) un'altra donna rivoluzionaria.
Fino ad allora avevo scritto solo per il mio diario e quindi avevo accumulato emozioni e situazioni che ogni sera appuntavo, ma questa volta mi era stato chiesto di usare - qualcosa che mi era sconosciuto - la capacità di analisi. All'inizio era come fare un tema poi azzardai ad aggiungere anche il mio modo di vedere. Ero passata dalla lettura al "pensiero". La parola si faceva atto, azione, intervento creativo. Questo mi ricordava la Scuola Elementare quando ci chiedevano come compito per casa "dieci pensierini". 
La riflessione mi stimola, ma dopo aver scritto mi assale la paura, rileggo e tutto mi sembra banale: tutto già detto. Ancora oggi quando scrivo mi sento inadatta, a disagio e non appropriata. Quindi tra me e la scrittura c'è da sempre un percorso interrotto, poi ripreso, poi rimosso ed ora riacciuffato per esigenza personale. Voglio mettere un punto fermo al mio passato.
Appena ho iniziato nuovamente a scrivere mi sono trovata di fronte a molti "perché": quale griglia scegliere? come poter scrivere con un "senso"? è importante usare il sentimento? ... e le emozioni? è un modo come un altro per raccontarsi? che tipo di griglia scegliere? con chi voglio confrontarmi? perché fermarsi o soffermarsi a scrivere? forse e meglio continuare a leggere gli altri?

A questo punto mi vedo mentre percorro una strada, ma di fronte mi si aprono molte altre strade ed è difficile prendere quella giusta. Non importa se sarà quella giusta: voglio scrivere per testimoniare.

Scrivere per me è come modellare con la creta: gli occhi, il naso, la bocca e poi l'armonia del volto. Voglio cercare l'espressione che da' l'impronta del carattere. Per scrivere quindi bisogna sapere quale carattere avrà ogni personaggio? Non importa non scriverò personaggi inventati ma coloro che ho conosciuto realmente.
Cosa userò per descrivere alcune situazioni che non voglio palesare? Userò una metafora, tante metafore e spero che le parole non si aggroviglino. Lui, lei, noi, voi, tutti testimoni di una esistenza condivisa.
Ecco scriverò,  per ricomporre.

 

Share

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 24 Maggio 2010 10:49 )