Santoro parla alla sua "comunità"
E' un Santoro risentito e "incazzato" quello che abbiamo sentito ieri sera, giovedì 20 maggio, nell'Anteprima di Annozero; un Santoro insofferente e non più disposto a farsi insultare ed attacare. Rivolgendosi alla sua "comunità", i telespettatori, "gli unici ad avere ragione, che possono dire di tutto e di più, che possono perfino insultarmi", spiega le ragioni che lo hanno indotto ad abbandonare la Rai.
Il monologo ha inizio con la replica a Bruno Vespa, il quale ha avuto il coraggio di fare una lezione morale lui che è "pagato come l'ultimo Oscar da protagonista per fare un programma in crisi", prosegue ricordando l’editto bulgaro, la sentenza della Magistratura (e quelle seguenti) e di come i partiti sia di centordestra sia di schieramento opposto non abbiano mai preso atto di questa.
Si rivolge, poi, al direttore del Corriere della Sera e ad Ezio Mauro, a cui sarcasticamente chiede: "Dove era Repubblica quando noi venivamo sanzionati dall'Authority in dispregio a quello che prevede la Costituzione sulla liberta' di espressione? Dov'erano quando si abolivano i docudrama e si intraprendeva una battaglia contro il fatto che un genere che impera in tutta Europa in Italia diventava proibito?"
Non risparmia neppure il presidente della Commissione di Vigilanza RAI Sergio Zavoli, a cui dice: "Prima di parlare di quanto percepisco io, che tutto sommato potrebbe essere un problema mio di trattativa privata, perché la costituzione prevede che ogni cittadino possa trattare come vuole con il suo datore di lavoro le sue condizioni di lavoro, non è più giusto che rispondiate a questa domanda semplice semplice: Annozero è un programma che vuole fare il magistrato o lo considerate elemento fondamentale del servizio pubblico televisivo? Michele Santoro è un giornalista scomodo per il servizio pubblico o una risorsa strategica sulla quale investire?”. Continua chiedendosi perchè, nonostante "Annozero andava e realizzava grandissimi profitti" e la "Rai incassava questi profitti, i contratti venivano bloccati, le posizioni congelate, subivamo minacce di punizioni, si invocavano regole e regolamenti". Il giornalista ricorda, infine, l'esperienza di Raiperunanotte dove, nel palazzetto di Bologna, "Mi sono divertito perché era la mia Rai, dove i partiti non contano un beneamato cavolo".
E', dunque, un Santoro pronto a lasciare il programma piuttosto che continuare a sentirsi 'come un clandestino a bordo' e sapere che Annozero viene percepito come "un programma indegno, magari una vera barbarie dal punto di vista del servizio pubblico". Pronto a lasciare. "Volete che rimanga? Chiedetemelo. L'accordo non è ancora stato firmato. Cosa volete? Che lo firmi o no? Quale idea avete? ... Decidete quello che volete ... il mio pubblico capirà, ma basta con le denigrazioni".
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