Fini e Berlusconi sembrano ormai sempre più lontani nelle loro posizioni.
Ansa online spiega il colloquio avvenuto tra i due a pranzo a Montecitorio dove il Presidente del Consiglio ha invitato il Presidente della Camera a riflettere sulla scelta di dar vita a gruppi autonomi poichè l'inevitabile conseguenza sarebbe quella di dover lasciare il suo attuale incarico istituzionale. Fini si riserva di comunicare una decisione entro la prossima settimana.
Le reazioni dei coordinatori del Pdl registrano il comportamento di Gianfranco Fini incomprensibile; Denis Verdini, Sandro Bondi e Ignazio Lla Russa si dicono profondamente amareggiati da questo atteggiamento. La replica di Schifani: "Quando una maggioranza si divide non resta che dare la parola agli elettori". Il vice capogruppo Italo Bocchino si esprime favorevole ai gruppi autonomi se arrivassero risposte negative ai problemi posti.
Di Pietro si è detto compiaciuto delle osservazioni fatte da Fini e si augura che anche gli italiani ne prendano consapevolezza per la prossima volta.
Siamo alla conta dei fedelissimi finiani. Italo Bocchino spiega che i numeri per costituire gruppo sono di venti deputati alla Camera e di dieci senatori a Palazzo Madama; secondo un conteggio fatto si può toccare la soglia.
Tra esponenti della vecchia Alleanza Nazionale e i nuovi accoliti i numeri dovrebbero essere superati senza difficoltà.
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